– ROMA – Domani a Palazzo Madama si vota la mozione 5 Stelle che impegna il Parlamento contro l’Alta Velocità Torino-Lione: Salvini ha già chiarito che si tratta di un documento di sfiducia nei confronti del premier Conte (del resto è stato il premier ad annunicare che la Tav si farà) . Parole che hanno irritato e non poco i pentastellati. Oggi il ministro dell’Interno, intervistato a Radio 24, rincara la dose e al collega grillino Danilo Toninelli (M5s) non la manda a dire: “Non mi sembra all’altezza di gestire le infrastrutture di un Paese bello ma difficile come l’Italia”. Quindi avverte gli alleati: “Di cose ne abbiamo fatte, soprattutto nei primi mesi, ma se tutto resta bloccato, se ci rendiamo conto che non c’è strada, che le idee divergono, è più serio dare la parola agli italiani”. Sulla Tav “abbiamo perso un anno, così come sulla giustizia o sull’autonomia”. Piuttosto che “altri mesi di litigi, polemiche, insulti”, meglio il voto. 
“Ogni giorno riceviamo attacchi, attacchi anche al reddito di cittadinanza, attacchi ai ministri del MoVimento 5 Stelle. Sapete cosa penso? Amen”, replica Luigi Di Maio su Facebook. “I ministri vengono attaccati ogni giorno”, ma “guardiamo i fatti, che parlano da soli. C’erano opere come l’Asti-Cuneo ferme da decenni e le ha sbloccate il MoVimento 5 Stelle, nessun altro. Noi continuiamo a lavorare sodo. Tutto il resto non ci interessa”. Sulla Tav “noi voteremo la nostra mozione convintamente, è un regalo da 2,2 miliardi a Macron, sappiamo che il Pd voterà ‘sì’ con la sua mozione e vediamo cosa succederà in Senato domani”.  La mozione pentastellata “è un atto di impegno al Parlamento che è l’unico che può fermarlo, Conte ha detto che il governo non può farlo, il Parlamento sì. Una mozione che impegna il Parlamento non vedo cosa c’entri con il governo”.  –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)