– ROMA – Si riapre il dibattito sul Nutri-Score, il sistema di etichettatura dei prodotti alimentari nato in Francia con l’obiettivo di semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali. A mettere in discussione il sistema dell’etichetta cromatica sul packaging che passa dal verde al rosso per assegnare con le lettere da A ad E, un punteggio del valore nutrizionale al prodotto, è l’Italia che di fatto vede penalizzati alcuni alimenti icona della dieta mediterranea. Secondo i ricercatori dell’Istituto neurologico Mediterraneo (IRCCS) di Pozzilli, il sistema di etichettatura francese commette una ingiusta penalizzazione di alcuni prodotti a cominciare dall’olio d’oliva che, con il Nutri-Score sarebbe declassato al pari altri oli vegetali. 
Gli italiani, dunque, bollano il sistema come troppo “semplicistico” inducendo in errore i consumatori. Di fatto i ricercatori italiani evidenziano la necessità di non isolare il singolo prodotto che deve invece essere visto nel suo consumo insieme agli altri.“Il segreto di lunga vita della dieta Mediterranea sta certamente nel modo in cui gli alimenti vengono abbinati tra loro e poi serviti in tavola – precisa Licia Iacoviello, direttore del Dipartimento e professore di Igiene all’Università dell’Insubria di Varese –  è impensabile valutare l’olio di oliva al di fuori del contesto in cui viene comunemente utilizzato dalle popolazioni del Mediterraneo, ossia come condimento di verdure fresche e cotte. Così come il beneficio di un consumo moderato di alcol va contestualizzato nell’ambito di una tradizione secondo cui il bicchiere di vino viene consumato durante i pasti principali”.
Il Nutri-Score rischia di far scomparire tutta l’essenza della dieta Mediterranea.   “Adottare un punteggio di valutazione degli alimenti come quello proposto dal Nutri-Score senza fare riferimento alla frequenza o all’abbinamento dei cibi rischia di far scomparire la vera essenza della dieta Mediterranea – commenta Marialaura Bonaccio, epidemiologa del Dipartimento di Pozzilli.- Dobbiamo inoltre ricordare che questo modello alimentare si basa su prodotti freschi o minimamente processati, pertanto un’azione completa di prevenzione a tavola dovrebbe prestare attenzione anche alla lavorazione industriale che di per sé rappresenta una potenziale insidia per la nostra salute, al di là del contenuto nutrizionale”.Ma come si può intervenire per correggere questa distorsione dell’etichettatura francese?
“La nostra proposta – spiega Giovanni de Gaetano, presidente dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli – è quella di affiancare all’etichetta di Nutri-Score la tradizionale piramide Mediterranea che permette di avere uno sguardo di insieme sulle sane abitudini alimentari. La piramide indica chiaramente cosa e quanto consumare quotidianamente, inserendo i vari cibi in un contesto alimentare più ampio. Non solo. La piramide mediterranea ci ricorda un insegnamento fondamentale e cioè che non esistono cibi da demonizzare, ma solo quantità e frequenze da rispettare. Il dolce a fine pasto va bene, ma solo la domenica, ad esempio. Così anche la carne rossa, che può essere consumata in moderazione e senza troppi sensi di colpa, a patto che lo si faccia secondo la regola mediterranea, ossia una volta a settimana, accompagnata da verdure condite con olio d’oliva e un bicchiere di buon vino. Isolando i cibi dalla dieta, si rischia di sbilanciare fortemente l’alimentazione. Quello che dobbiamo invece proporre è uno stile di vita a tavola ispirato alla moderazione e al buonsenso”. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)