– STRASBURGO – Per la Sea Watch3 che aveva fatto ricorso alla Corte europea per vedersi riconoscere la “misura provvisoria” per intimare all’Italia lo sbarco dei 33 migranti che da giorni sono a bordo della nave della Ong che vaga nelle acque internazionali a ridosso di Lampedusa, è arrivato il secco “no” dell’istituzione europea.La nave che batte bandiera olandese ma è di proprietà tedesca aveva chiesto il 21 giugno scorso avevano inviato la richiesta alla Corte sulla base dell’articolo 39 del regolamento che prevede l’applicazione di misure provvisorie a qualsiasi Stato sia parte della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Si tratta di misure di emergenza che, secondo la prassi costante della Corte, si applicano solo in caso di rischio imminente di danno irreparabile. E l’eventuale applicazione dell’art.39 avrebbe aperto una falla nel sistema del salvataggio con conseguente sbarco dei migranti. La Corte, tuttavia, ha chiesto alle autorità italiane di continuare a fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone che si trovano a bordo della Sea Watch 3 in situazione di vulnerabilità a causa della loro età e delle loro condizioni di salute. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)