Nel segno antico del cerchio di farina più famoso del mondo e le sfide di un mercato sempre più veloce e globale, nella Sala Convegni di TuttoPizza alla Mostra d’Oltremare si è acceso un confronto destinato a lasciare traccia nel dibattito contemporaneo sul futuro della ristorazione. Il convegno dal titolo “Intelligenza Artificiale e Comunicazione: i nuovi scenari nel Food & Horeca” ha infatti messo al centro una delle questioni più delicate e affascinanti del nostro tempo: il rapporto tra innovazione tecnologica e dimensione umana dell’accoglienza.
Moderato dal giornalista enogastronomico Giuseppe Giorgio, l’incontro ha riunito esperienze differenti ma profondamente complementari, offrendo una riflessione ampia su come l’AI stia trasformando non soltanto il marketing e la promozione, ma anche il linguaggio stesso della ristorazione, il rapporto con il cliente e perfino la percezione emotiva del cibo.
A dare il via al confronto è stato Antonio Celotto per “Fabbricanti di Emozioni”, che ha riportato l’attenzione sul valore dell’empatia e della narrazione autentica in un’epoca dominata dagli algoritmi. Il suo intervento ha evidenziato come il rischio maggiore della comunicazione contemporanea sia quello di smarrire l’anima delle aziende dietro una fredda automatizzazione dei processi. Eppure, proprio l’intelligenza artificiale, se utilizzata con misura e visione culturale, può diventare uno strumento capace di amplificare identità, emozioni e capacità di racconto.
Particolarmente atteso anche l’intervento di Emiliano Polselli, rappresentante di una storica realtà italiana legata al mondo delle farine e dell’arte bianca. Il suo contributo ha mostrato come persino un settore antico e profondamente artigianale come quello molitorio stia vivendo una trasformazione significativa grazie alle nuove tecnologie. Analisi dei dati, studio dei mercati, comunicazione digitale e nuove modalità di relazione con pizzaioli e operatori Horeca stanno modificando il volto delle imprese, senza però cancellare il valore della tradizione, del sacrificio umano e del sapere tramandato.
Di grande interesse anche la riflessione di Massimo Varrone, Direttore di “Campania NewSteel”, che ha posto l’accento sull’importanza dell’innovazione come motore di crescita per il Sud e per il comparto agroalimentare. L’intelligenza artificiale, secondo Varrone, rappresenta oggi una straordinaria opportunità per le imprese che intendano evolversi senza perdere il proprio radicamento territoriale, valorizzando dati, strategie e nuove competenze professionali.
A fornire il quadro più tecnico e analitico è stato invece Francesco Virnicchi, AI Manager e docente di generative AI presso la Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Il suo intervento ha aperto scenari concreti sul futuro della ristorazione: chatbot intelligenti per la gestione del cliente, sistemi predittivi per i consumi, personalizzazione delle esperienze gastronomiche, campagne digitali automatizzate e strumenti capaci di analizzare tendenze e comportamenti del pubblico in tempo reale. Il professore Virnicchi ha inoltre sottolineato come l’Intelligenza Artificiale, se utilizzata con consapevolezza e misura, non sottrarrà anima, identità e sensibilità umana ai produttori e ai ristoratori, ma potrà anzi diventare uno strumento capace di valorizzarne storia, creatività e autenticità.
Nel corso del dibattito che ha visto tra il pubblico anche Raffaele Biglietto direttore e curatore della manifestazione, è emersa con forza una consapevolezza condivisa: l’intelligenza artificiale non sostituirà la sensibilità umana, il gusto, la creatività o il calore dell’ospitalità mediterranea. Potrà però diventare una preziosa alleata per chi saprà utilizzarla con intelligenza culturale, trasformandola in supporto alla qualità, all’efficienza e alla comunicazione.
E proprio nella cornice di una manifestazione come TuttoPizza, simbolo dell’identità gastronomica napoletana nel mondo, il confronto ha assunto un significato ancora più profondo. Perché la pizza, come la cucina italiana, vive di memoria, gesti antichi e tradizioni popolari, ma oggi si confronta inevitabilmente con un presente fatto di tecnologia, linguaggi digitali e nuovi modelli di consumo.
Un incontro capace dunque di unire futuro e tradizione, algoritmi e umanità, dimostrando come anche nel mondo del Food & Horeca la vera sfida non sia sostituire l’uomo, ma aiutarlo a comunicare meglio sé stesso, la propria storia e la propria visione.
