ROMA – Alcune tra le associazioni di categoria fanno rete per sollecitare il regolamento “end of the waste” da parte del Ministero dell’Ambiente. CNA nazionale, Confartigianato Imprese, Federbeton con ATECAP, FISE Unicircular, ANPAR, Legacoop Produzione e Servizi e con il supporto del Centro Materia Rinnovabile, hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in cui si chiede che i rifiuti non vengano più considerati tali e possano essere impiegati nei processi di produzione – è una condizione essenziale perché le imprese possano diventare protagoniste dell’Economia circolare.In particolare, si legge nella nota che la valorizzazione dei rifiuti da C&D è una questione nodale per l’economia del Paese; è un problema che coinvolge decine di migliaia di imprese e migliaia di impianti di recupero. Secondo il recente Rapporto ISPRA Rifiuti Speciali 2019, il flusso di rifiuti “tracciati” arriva a 57 milioni di tonnellate all’anno (il 41% del totale), ma a questi si aggiungono enormi quantitativi di materiali “non identificati”, dispersi nel territorio, che costituiscono un danno per l’ambiente e un costo per la collettività.Stabilire regole chiare attraverso le quali poter valorizzare pienamente questi materiali nelle costruzioni è quindi un passo importante per l’economia di un settore che negli ultimi anni ha perso più di 500.000 posti di lavoro e può trovare una importante leva di ripresa proprio nell’Economia circolare.Si tratta di conciliare criteri ambientali, nel rispetto delle norme in materia, e criteri tecnico industriali, che derivano dalle norme tecniche armonizzate europee e dall’esperienza operativa delle imprese.L’obiettivo è arrivare alla redazione di un nuovo testo di Regolamento End of Waste per i rifiuti da Costruzione e Demolizione, diverso dalla bozza fino ad oggi elaborata, che preveda analisi e verifiche assolutamente rigorose ma costruite a misura degli scopi specifici ai quali “la sostanza o l’oggetto è destinato”.

(I-TALICOM)