Inglese? 1 manager su 2 lo considera strategico per fare carriera

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Saper padroneggiare una o più lingue straniere, secondo i manager che si occupano di selezione e ricerca del personale, è considerato un vantaggio competitivo per chi vuole intraprendere un percorso di crescita professionale.

È quanto emerge da una ricerca condotta da Fluentify, società attiva nel settore della formazione aziendale, tramite la sua innovativa piattaforma di tutoring online per l’apprendimento delle lingue.

La formazione linguistica, in un mondo interconnesso e globalizzato rappresenta sempre più un elemento determinante non solo per lo sviluppo del business, ma anche per la creazione di un ambiente di lavoro internazionale. Lo sanno bene i manager delle risorse umane, il cui compito è sempre più quello di guidare l’evoluzione della propria organizzazione affinché mantenga il proprio vantaggio competitivo sul mercato.

Alla domanda: da 0 a 5, quanto è determinante la formazione linguistica di un dipendente per l’avanzamento di carriera?, il 40% del campione di HR manager di medie e grandi aziende analizzato da Fluentify ha attribuito una priorità pari a 3, il 28% ha risposto indicando una priorità pari a 4 e il 20% ritiene che la priorità sia massima.

Esiste infatti una forte correlazione tra livello di inglese parlato in azienda e la capacità dell’azienda stessa di espandere ed incrementare le proprie attività import/export. La formazione linguistica non solo ha un ruolo determinante per lo sviluppo del business, ma viene anche considerata un aspetto abilitante l’avanzamento di carriera. Il 50% degli HR manager intervistati sostengono che saper padroneggiare una o più lingue straniere sia un vantaggio competitivo per chi desidera fare carriera.

Il budget dedicato alla formazione aziendale e la scelta delle lingue su cui puntare
Nonostante la crescente necessità delle aziende di investire nelle competenze linguistiche del proprio personale, la percentuale del budget dedicato alla formazione linguistica rispetto al totale del budget destinato alla formazione si attesta tra il 15% e il 30%. Solo il 4% degli intervistati ha dichiarato di aver allocato un budget superiore al 50% rispetto al totale del budget allocato in formazione e sviluppo.
Per quanto riguarda le lingue su cui si decide di investire, l’inglese rimane la lingua predominante, seguita dal francese (32%), dallo spagnolo (20%) e dal tedesco (16%). Percentuali che rispecchiano i principali paesi destinatari delle esportazioni italiane.
Con il digitale si affermano nuovi metodi formativi
Il digitale amplifica e potenzia la formazione in azienda dando una spinta verso l’efficienza e l’efficacia ed è considerato un fattore abilitante per guidare il cambiamento. Il concetto di aula classica, sebbene rimanga la soluzione scelta dal 18% degli intervistati, pian piano viene sostituito una proposta formativa “blended” che abbina alla lezione in aula il corso on line, fino a lasciare il posto una formazione supportata da piattaforme digitali, molto più efficace e su misura. Il 72% dei partecipanti sostiene infatti che la propria azienda stia implementando progetti di mobile learning, esplorando anche soluzioni aziendali come il gaming (16%) che puntano a incrementare l’engagement dei dipendenti. Anche il microlearning, con formazione su contenuti molto verticali, che possono colmare in breve tempo la mancanza di competenze specifiche, è tra le modalità innovative su cui le aziende si stanno focalizzando. Flessibilità ed accessibilità, costo, qualità del tutor, customizzazione del piano formativo, possibilità di monitorare i progressi, interattività sono, infatti, nell’ordine le caratteristiche valutate nella scelta di un fornitore per la formazione linguistica aziendale.
Volgendo lo sguardo al 2020 gli HR nel 68% dei casi continuano a focalizzare la loro l’attenzione verso il tema della digital transformation e dell’impatto che questa ha sull’organizzazione aziendale. La necessità di incrementare l’engagement dei dipendenti risulta inoltre un tema molto caldo nel 64% dei casi.
Questi dati confermano un trend in atto che vede la crescita inarrestabile di piattaforme di tutoring on line come Fluentify. Nata nel 2013, l’azienda ha affrontato una crescita del 100% anno su anno, chiudendo, nell’ottobre scorso, un round di finanziamento di 1,5 milioni di euro. Il punto di forza della piattaforma, che oggi conta 150 clienti attivi in diversi settori merceologici e oltre 55 mila studenti, è quello di offrire un piano formativo altamente personalizzato che garantisce agli utenti la possibilità di conversare con oltre 180 tutor certificati, madrelingua e con esperienza di insegnamento in azienda, collegati da tutto il mondo h24.

(I-TALICOM)