L’appello del mondo della formazione: “standardizzare i processi per la certificazione delle competenze”

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SALERNO – Il futuro della formazione è nella certificazione delle conoscenze e delle competenze. Ma all’Italia manca il rush finale nella lunga corsa ad ostacoli che la vede al centro di un interessante dibattito che chiama in causa Governo, Regioni, fondi interprofessionali ed enti attuatori. Nell’ultimo webinar gratuito “Certificare le competenze – contesti, esperienze ed aspettative di applicazione a confronto” organizzato dal CeSFoL (Centro Studi Formazione e Lavoro) che ha sede a Pontecagnano (Sa) è emersa una fotografia in bianco e nero con tanto di proposte. I nodi da sciogliere sono stati essenzialmente due: la dispersione generata da una disomogeneità procedurale per le singole regioni del definire come generare tali certificazioni e il grande ritardo nell’attivare due strumenti strategici come il Sistema Informativo Unitario (in parte strutturato) ed il Fascicolo elettronico del lavoratore attivato con la Legge 150.

A tracciare i percorsi necessari per comprendere quali strade bisognerà percorrere sono stati Davide Premutico, referente Anpal, Walter Lindo, direttore di Fondir, e Roberto Bianchi, direttore di ForAgri. A moderare il webinar Imma Stizzo, consigliere direttivo del CeSFoL.

 Se da una parte il sistema paese ha riconosciuto il diritto all’“apprendimento permanente come leva strategica per la crescita economica” attribuendo alla certificazione un “ruolo strategico” di fatto si è creato un iter diversificato da regione a regione che ha disperso le energie degli enti attuatori. Si è venuto a creare un collo di bottiglia che non consente di operare in modo agevole ed al passo con i tempi. “A testimonianza del fatto che l’argomento è sentito sia da chi eroga i corsi di formazione sia da chi ne usufruisce c’è la partecipazione al webinar di circa 130 persone – commenta Imma Stizzo – Analizzando ancor più nel dettaglio il dato, emerge che il panel era composto da referenti di fondi, addetti alla formazione e singoli professionisti collegati da tutta Italia. Ciò dimostra che ovunque è avvertito questo stato d’incertezza.  Sono state poste tutte domande di taglio tecnico ed è sintomatico di un’oggettiva necessità di mettere a sistema le procedure e comprendere come operare al meglio per ottenere risultati efficaci ed efficienti”.

Le esperienze sul campo portate all’attenzione del webinar dal direttore Bianchi di ForAgri così come dal direttore Lindo di Fondir hanno permesso di focalizzare l’attenzione su specifici settori e su modelli che potrebbero rappresentare un canovaccio dal quale partire per genere procedure condivise.

Standardizzare è senza dubbio la strada indicata dai vari interlocutori che chiedono anche una maggiore attenzione all’informazione affinché si attivino dei processi in grado di operare all’unisono. La certificazione delle competenze e delle conoscenze è diventata quella scommessa necessaria per garantire una migliore strutturazione dei percorsi formativi. Presupposti dai quali non si può prescindere anche alla luce dei grandi cambiamenti che stanno attraversando il mondo del lavoro sia in chiave di reskilling che di upskilling.

(I-TALICOM)
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