Covid 19: università di Padova in prima linea per la ricerca, raccolti oltre 280 mila euro

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PADOVA – Per combattere e sconfiggere il SARS-CoV-2 il contributo della ricerca è fondamentale; per questa ragione, l’Università di Padova si è impegnata in prima linea mettendo a disposizione la comprovata eccellenza di ricercatrici e ricercatori. A supporto di quest’intento, a marzo è stata lanciata una campagna di raccolta fondi per finanziare la ricerca sul Covid-19 e sostenere progetti innovativi in quattro ambiti – biomedico, clinico, economica e psicologico-sociale – nel rispetto dell’approccio multidisciplinare dell’Ateneo. Ad oggi sono stati raccolti 283.829€ grazie al contributo dell’ateneo, degli studenti, della collettività e delle imprese del territorio. Due i bandi pubblicati, otto i progetti finanziati finora – ognuno con un assegno da 25.000 euro annuali – e quattro quelli presentati nel webinar di oggi, che sarà aperto dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e seguibile in streaming sul canale Youtube dell’Università di Padova dalle 18:00.

«La ricerca è l’arma migliore che abbiamo a disposizione per sconfiggere la pandemia – afferma il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto – Per questo motivo abbiamo lanciato, già all’inizio dell’emergenza, una raccolta fondi per finanziare quattro progetti di ricerca di alto livello. La risposta del territorio è stata forte: grazie al contributo di tutti, privati e mondo imprenditoriale, abbiamo così ottenuto una cifra importante. Una spinta essenziale a favore dei nostri ricercatori: donne e uomini che lavorano con passione e grande competenza nel combattere il Covid-19. Uno sforzo che si aggiunge allo stanziamento di 15 milioni di euro che l’Ateneo ha voluto fare per favorire studenti e loro famiglie: uno degli obiettivi – raggiunto – era quello di vedere, nonostante la pandemia, ancora più iscritti all’Università di Padova. Un segnale incoraggiante: se c’è una cosa che la pandemia ha ricordato a tutti, è il valore della scienza, l’unica in grado a dare risposte alle domande che l’emergenza ci pone».

 

L’evento virtuale – che ha l’obiettivo di fornire un momento di condivisione dei risultati ottenuti finora e degli obiettivi prefissati – vedrà la partecipazione di due delle imprese donatrici: Intesa San Paolo Vita, che ha interamente finanziato uno degli assegni di ricerca, e Smurfit Kappa Italia, che ha implementato il payroll giving, ossia la possibilità per i dipendenti di effettuare una donazione all’Ateneo trattenendola dalla busta paga.

 

Il documento “Scheda di presentazione” include i dettagli dei quattro progetti che verranno presentati oggi, ossia:

 

  • per la ricerca biomedica “Detection of SARS-CoV-2 viral variants, their evolution, and phyilodynamics. May they have a role in reinfection cases and vaccine efficacy?”, Ricercatore Stefano Toppo del Dipartimento di Medicina Molecolare;

 

  • per la ricerca clinica “Studio delle lesioni tissutali ed organiche in pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi: analisi morfologiche, molecolari, ultrastrutturali e correlazioni clinico-patologiche”, Ricercatrice Fiorella Calabrese del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità pubblica;

 

  • per la ricerca economica “La competitività e la crescita delle imprese oltre la sopravvivenza: misurazione dell’impatto di SARS-CoV-2 sulle performance aziendali e stima dell’efficacia degli interventi governativi in Europa”, Ricercatore Amedeo Pugliese del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali “Marco Fanno”;

 

  • per la ricerca psicologico/sociale “Benefici sociali e psicologici con il supporto delle tecnologie comunicative”, Ricercatore Natale Canale del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

 

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