BOLOGNA – Da oggi al 27 giugno l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE organizza, in collaborazione con Alma Mater Studiorum Università di Bologna e l’Agenzia Erasmus spagnola SEPIE, una conferenza internazionale dedicata ai temi dell’inclusione sociale e dell’impegno civico nei progetti di cooperazione Erasmus+ in ambito istruzione superiore. L’incontro “Fostering Erasmus+ cooperation projects impact and crossfertilization on social inclusion and civic engagement” vede la partecipazione di circa 80 esperti del mondo dell’università, provenienti da 18 diversi Paesi europei. La conferenza si svolge nelle sedi dell’Università di Bologna e avrà inizio oggi con un convegno dedicato alle celebrazioni per il ventennale del Processo di Bologna (http://bolognaprocess2019.it/).

«La dimensione sociale in ambito universitario – dichiara Flaminio Galli, direttore generale dell’Agenzia Erasmus+ Indire – rappresenta una tematica di forte interesse nell’agenda europea. La conferenza sarà l’occasione per parlare di inclusione sociale e impegno
civico con un focus sulle ricadute che possono avere i partenariati strategici Erasmus+ in ambito Istruzione Superiore. L’obiettivo è stimolare le sinergie tra i vari Istituti e lo sviluppo di nuovi progetti di cooperazione».

Nella giornata di oggi l’agenda prevede più sessioni di discussione su questioni cruciali per il futuro dell’Istruzione Superiore in Europa. Il 26 e il 27 giugno si terranno gruppi di lavoro per discutere sulla collaborazione tra Istituti di istruzione superiore, impresa e terzo settore, sul ruolo delle università nel promuovere l’inclusione di categorie svantaggiate e la riduzione delle diseguaglianze, sul contributo alla promozione della democrazia e al dialogo interculturale.

I DATI DELLA PARTECIPAZIONE

Dall’inizio del Programma (1987), sono 5 milioni gli studenti universitari coinvolti a livello europeo. Dall’Italia sono partiti oltre 500mila studenti.

Mobilità europea – Nel 2017-18, l’ultimo anno accademico censito in modo completo, sono stati 262 gli istituti di istruzione superiore italiani (+ 1%) impegnati nel gestire la mobilità Erasmus+: Atenei, Istituti dell’alta formazione artistica musicale, Scuole Superiori per Mediatori Linguistici, Istituti Tecnici Superiori e le organizzazioni a guida di consorzi. L’Italia è al quarto posto in Europa (dopo Spagna, Germania e Francia) per numero di studenti in partenza con oltre 38 mila mobilità per studio o tirocinio. Il 2018 premia l’Italia anche per i numeri in accoglienza, dove conquista il quarto posto, prima del Regno Unito e dopo Spagna, Germania e Francia, con circa 27.000 studenti europei ospitati.

Gli atenei più attivi – Nella classifica europea 2018 dei migliori 10 atenei per studenti Erasmus+ in partenza, gli istituti italiani vantano una presenza schiacciante. Al primo posto troviamo l’Alma Mater Studiorum di Bologna con 2.787 studenti; al quarto posto l’Università di Padova (1.866 studenti); al quinto la Sapienza Università di Roma (1.782) e al sesto l’Università degli Studi di Torino (1.412). Anche per quanto riguarda l’accoglienza, Alma Mater conquista il primato nella classifica europea, con 1.970 studenti in arrivo, seguita dagli atenei di Valencia, Lisbona, Granada e Madrid.

Mobilità extraeuropea – Si registra una crescita della partecipazione nel 2018/2019, con l’introduzione del tirocinio e l’incremento del contributo che sale a 700 euro mensili per gli studenti in partenza e 850 euro mensili per gli stranieri in entrata. Inoltre il budget assegnato all’Italia è stato incrementato del 15%, raggiungendo quota 15.788.454 euro. Sono stati finanziati 65 istituti di istruzione superiore (49 nel 2017), che attiveranno complessivamente 3.804 mobilità tra studenti e staff (+12%), di cui 2.405 in entrata e 1.399 in uscita. I Paesi con i quali si realizza il maggior numero di scambi riguardano il Sud Mediterraneo, Balcani Occidentali, Partenariato Orientale, Asia e Federazione Russa.

I progetti di cooperazione – Nel 2019 l’Agenzia Erasmus+ Indire ha ricevuto 76 candidature. Il budget disponibile quest’anno (€ 8.769.764) è aumentato del 53% rispetto al 2018, ciò permetterà di finanziare il doppio dei partenariati strategici coordinati da Istituti italiani. L’Italia inoltre è presente come partner in ben 79 progetti su 239 coordinati da altri paesi (ovvero in 1 progetto su 3). Tra le priorità specifiche per il settore dell’Istruzione Superiore è prevista creazione di un ambiente universitario più inclusivo.

L’identikit dello studente Erasmus – Lo studente Erasmus ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi; gli studenti che svolgono tirocini in media restano 3 mesi e mezzo. Per quanto riguarda gli studenti in arrivo, i principali paesi di provenienza sono Spagna, Francia, Germania, Polonia e Turchia.

(I-TALICOM)