L’Università di Padova ricorda il Prof. Basso, fondatore dell’oncoematologia pediatrica

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PADOVA – «Il bambino è un personaggio fantastico, pieno di coraggio, di voglia di vivere e grande capacità comunicativa» queste le parole del prof Giuseppe Basso, già Direttore dell’Oncoematologia pediatrica di Padova, scomparso oggi.

 

Così, in una intervista del 2018, il prof Basso spiegava il suo lavoro: «Oggi più dell’85% dei bambini che si ammalano di tumore diventeranno grandi, avranno una vita normale, potranno avere dei figli e ricordare come un episodio passato il fatto di aver avuto un tumore. A Padova abbiamo fatto uno sforzo organizzativo e finanziario per poter essere centro di riferimento per tutta Italia e garantiamo quello che è il top della diagnostica mondiale. Abbiamo reso l’Italia uguale, ogni bambino che si ammala avrà la diagnosi nel medesimo tempo e la stessa possibilità di cura, sia che provenga da un grande centro o da una zona periferica del nostro Paese.

Si potrà guarire solo attraverso un approccio diverso alla medicina, e l’approccio è quello dell’immunoterapia, della terapia genica e di tutte le terapie fortemente innovative, soprattutto attraverso la ricerca che ci permette di capire qual è il nostro patrimonio genetico e qual è il corredo genetico della nostra malattia.»

 

Giuseppe Basso, classe 1948, ha fondato la scuola di Oncoematologia pediatrica a Padova e in Italia, è stato Professore Ordinario all’Università di Padova, ricoprendo diversi incarichi, tra cui Direttore del Dipartimento di Pediatria Salus Pueri dal 2008 al 2011, Direttore dell’UOC di Oncoematologia pediatrica dal 2011 al 2018, è stato anche membro del Senato Accademico dell’Università.

 

«Covid-19 ha portato via oggi Beppe Basso, per molti anni pediatra oncologo del nostro Ateneo – così lo ricorda Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova –.  Scienziato di valore e medico appassionato, il professor Basso con competenza e determinazione ha applicato i progressi della scienza alla cura dei giovanissimi pazienti, che nei momenti difficili della malattia in lui hanno trovato le terapie più efficaci ed un sorriso amico. Intelligente, critico, ironico, mai banale, di lui ricordo tante discussioni accese, animate dalla comune passione per la scienza e da una profonda stima reciproca. Mancherà a tutti noi. A nome di tutto l’Ateneo esprimo ai familiari il dolore e l’affetto della nostra comunità».

 

«Scompare una persona che ha segnato una nuova strada nella cura delle malattie dei bambini, che credeva fermamente nella ricerca per lo sviluppo di nuove terapie – dice il prof Stefano Merigliano, presidente della Scuola di Medicina -. Ha portato l’oncoematologia a essere un punto di riferimento a livello mondiale, tanto che, quando è andato in quiescenza pochi anni fa, a sostituirlo alla guida della Clinica è arrivata da Harvard da professoressa Alessandra Biffi. Un uomo spigoloso, tutto d’un pezzo, ma tanto era rigido nell’attività di ricerca quanto era dolce con i bambini che curava; parlava in maniera cruda ma umana, non toglieva mai la speranza. Rigore scientifico e umanità sono i suoi tratti indimenticabili.»

 

Così il collega e amico prof. Giorgio Perilongo, Direttore del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino dell’Università di Padova: «Giuseppe Basso ha creato un laboratorio per la diagnostica delle leucemie del bambino che è stato ed è tutt’ora punto di riferimento nazionale ed europeo. La sua eredità nell’ambito della ricerca e della diagnosi in ambito emato-oncologico è inestimabile, particolarmente per quanto riguarda le leucemie infantili. E non è certo una esagerazione affermare che ha contribuito in maniera significativa a migliorare la prognosi dei bambini affetti da leucemia linfatica acuta.

Basso faceva parte di una generazione nata subito dopo quella di coloro che hanno fondato la pediatria padovana e che ha vissuto con orgoglio, determinazione, caparbietà e senso sociale ed etico la specificità pediatrica, contribuendo a creare la realtà attuale del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino.

Aveva certamente un carattere forte, a volte contradditorio, ma onesto e chiaro, che lo rendeva sempre un interlocutore sicuro. Ci sono stati naturali momenti di tensione e competizione all’itnerno del Dipartimento, che tuttavia grazie anche alla sua statura di Uomo, si riuscivano poi a compattare in unità e quindi a risolvere con l’obiettivo comune della ricerca e della cura.

Per noi, ancora in attività, viene a mancare uno stimato collega e un amico leale. Il patrimonio di ricercatori che ha formato e il laboratorio di oncoematologia pediatrica sono senza dubbio i pilastri della ricerca pediatrica a Padova.»

 

«Tutto il personale della Clinica è turbato dalla notizia della scomparsa del prof Basso, e lo ricorda con stima e affetto – dice commossa la prof.ssa Alessandra Biffi, Direttore della Clinica di Oncoematologia pediatrica – Beppe è un medico che ha dato tutto se stesso per i bambini, che ha seguito per tanti anni, quegli stessi bambini che noi continuiamo a seguire. Lo ricordo con particolare affetto e gratitudine per quello che ha fatto e per quello che ci ha insegnato, per la sua forza d’animo, per la voglia di fare e di esserci, sempre. Per questo lavoro c’è bisogno di questo, la forza e la carica che lui aveva e che ci ha trasmesso.»

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