NAPOLI – Un lungo applauso ha salutato il debutto di “Mi sfugge di volare”, lo spettacolo ideato dalla coreografa e danzatrice Maria Avolio e dal regista e drammaturgo Luciano Melchionna, andato in scena in prima assoluta nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo tra i progetti speciali del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio.
La performance, che fonde teatro, danza, musica e movimento corporeo, nasce da un percorso di formazione e ricerca prodotto dall’Associazione Teatro Bellavista con il sostegno della SIAE e del Ministero della Cultura, nell’ambito del bando nazionale “Per Chi Crea”. Il progetto ha riscosso un’ampia partecipazione di pubblico, confermando l’interesse verso una proposta artistica dedicata ai temi del presente e alle inquietudini delle nuove generazioni.
Uno spettacolo sul “mal di futuro”
Ispirato all’omonimo libro di Luciano Melchionna, pubblicato da Le Nebulose, lo spettacolo affronta il tema del cosiddetto “mal di futuro”, il senso di incertezza che caratterizza molti giovani e che trova riscontro anche nelle analisi sociali del Censis.
Attraverso un linguaggio scenico contemporaneo, la narrazione affronta questioni come l’identità, la paura del fallimento, la fragilità delle relazioni e la ricerca di autenticità, costruendo un percorso emotivo che coinvolge spettatori di ogni età.
«Oggi ci sfugge tutto: il senso delle cose, i legami, le occasioni, la felicità e la capacità stessa di riconoscerci. Eppure continuiamo a sentire il bisogno profondo di cercare risposte e confronto. In questa ricerca “volare” diventa un atto profondamente umano», spiega Luciano Melchionna.
Il linguaggio del corpo racconta il cambiamento
Per Maria Avolio, la performance nasce dal desiderio di esplorare «quella zona fragile e invisibile in cui convivono la paura di perdere se stessi e il desiderio di diventare ciò che si è realmente».
La coreografa sottolinea come il volo rappresenti la capacità di attraversare l’incertezza senza pretendere certezze assolute, trasformando il teatro in uno spazio condiviso di ascolto, relazione e crescita.
Ad amplificare il valore simbolico dell’opera contribuisce anche la scelta della Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, recentemente restituita alla città grazie all’impegno dell’associazione Culturadice, che ha ospitato la prima rappresentazione.
Sul palco, accanto alla stessa Maria Avolio, si sono esibiti i giovani performer Tarek Ismail, Francesco Maria Punzoe Giuseppina Ruggiero. Lo spettacolo è stato completato dal disegno luci di Gianni Caccia, dai costumi firmati Milla, dalle musiche originali di Riccardo Regoli e dall’aiuto regia di Francesca Pelella.
