Deloitte pubblica l’edizione 2020 del Global Aerospace and Defense Industry Outlook

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MILANO – Deloitte pubblica l’edizione 2020 del Global Aerospace and Defense Industry Outlook, un’analisi che delinea i principali trend relativi al settore aerospaziale e della difesa a livello globale.
Dopo il calo del 2019, riparte il settore aerospaziale commerciale

È attesa per il 2020 una ripresa del settore aerospaziale commerciale, dopo la performance poco positiva dello scorso anno, che aveva influenzato il calo dell’andamento complessivo del comparto Aerospace & Defence.

Alcuni annunci della Boeing, così come l’anticipo al 2021 dell’inizio delle consegne degli aerei cinesi a fusoliera stretta, potrebbero influire infatti positivamente sui livelli di consegne degli aeromobili commerciali nel 2020-2021, che dovrebbero riprendere dopo il calo dello scorso anno dovuto ad una contrazione dei tassi di produzione per alcuni modelli. A questo riguardo, per il 2020 la produzione di aerei commerciali è prevista raggiungere i 1.900 aerei, a fronte di una stima di 1.450 aerei nel 2019.

Particolarmente positive sono le previsioni per il comparto dei jet regionali, la cui domanda è prevista crescere in modo significativo nei prossimi 20 anni, con una richiesta di più di 5.000 velivoli: questa crescita riguarderà in particolare le aree dell’Asia-Pacific, il Medio Oriente e l’America Latina, a fronte di un rafforzamento delle loro connessioni regionali. Recenti acquisizioni e annunci lasciano inoltre spazio a considerazioni in merito ad un possibile consolidamento della supply chain e della produzione, orientato alla riduzione dei costi di produzione.
Cresce la preoccupazione per le minacce alla sicurezza, la spesa in difesa sale del 3%

Dall’analisi emerge come nel periodo 2019-2023 la spesa per la difesa a livello mondiale sia prevista raggiungere un tasso di crescita composto annuo del 3%, toccando i $2.100 miliardi nel 2023. Questo incremento è guidato soprattutto dalla spesa degli Stati Uniti e delle altre maggiori potenze – in Asia si tratta di Cina, India e Giappone – per modernizzare i propri eserciti.

Il trend positivo della spesa globale per la difesa genera inoltre opportunità e nuove sfide per gli appaltatori in questo ambito e per la loro catena di fornitura. Possono infatti fare leva sulle nuove tecnologie digitali per adattarsi alle esigenze e alle variazioni della domanda: iniziative di Smart Factory, ad esempio, possono trainare un incremento del 10-12% nell’utilizzo della capacità di produzione degli impianti e nella produttività del lavoro, senza richiedere investimenti di capitali rilevanti.

In Europa, Francia e Germania aumentano il budget per la difesa, incertezze per il settore in UK

In Europa, la crescita della spesa in difesa è trainata in particolare dall’aumento di budget dei Paesi NATO, con un target di spesa per la difesa che è atteso raggiungere il 2% del PIL. In particolare, cresce il budget di Francia e Germania:

La Francia ha allocato nel 2019 un budget di US$48 miliardi, con una crescita del +4,7% (rispetto allo scorso anno) e pari all’1,8% del PIL; il piano è quello di spingere la spesa del 40% entro il 2025, per raggiungere il target del 2% posto dalla NATO;
La Germania ha allocato nel 2019 un budget di US$53,3 miliardi, con una crescita del +10% (rispetto allo scorso anno); entro il 2024, la spesa militare dovrebbe raggiungere l’1,5% del PIL, raggiungendo il target della NATO del 2031.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, il suo budget per la difesa ammonta a US$49 miliardi, al di sopra del 2% del PIL, ma in decrescita rispetto al 4% dalla fine della Guerra Fredda; benché sia previsto un incremento del budget nei prossimi anni, la Brexit potrebbe avere effetti anche sulla performance del settore aerospaziale e della difesa, ad esempio nell’eventualità dell’introduzione di nuove tariffe in caso di rinegoziazione degli agreement commerciali con l’Unione Europea.

Velivoli a propulsione elettrica, mobilità aerea urbana, ponti di volo automatizzati: il futuro del settore

Tra i possibili trend che riguarderanno il settore aerospaziale e della difesa nei prossimi anni, tre sono le principali aree di sviluppo innovativo identificate:

Velivoli a propulsione elettrica – Con l’aumento delle emissioni di anidride carbonica da parte dell’industria aerospaziale, dovute ad una rapida crescita della domanda di viaggi aerei, alcune imprese consolidate del settore – tra cui Rolls-Royce and Safran – e diverse start up hanno cominciato a sviluppare dei sistemi di propulsione elettrica; l’obiettivo è quello di ridurre le emissioni, diminuire il rumore durante il volo e ridurre i costi.
Urban Air Mobility (UAM) – Lo sviluppo dell’ecosistema della mobilità aerea urbana – costituito in particolare dai droni passeggeri – è atteso accelerare nei prossimi anni, a fronte della necessità di affrontare una serie di sfide che questo stesso sviluppo pone: nuova regolamentazione, nuove infrastrutture, nuovi sistemi di gestione del traffico e dell’energia sono infatti solo alcune delle aree di intervento che dovranno essere risolte nel prossimo futuro.
Ponti di volo automatizzati – Il passaggio a ponti di volo automatizzati porterà ad una riduzione dei membri dell’equipaggio in cabina di pilotaggio, con una conseguente riduzione dei costi per le compagnie aeree; questo, inoltre, permetterà di risolvere le criticità relative alla mancanza di piloti, che coinvolgerà sempre più le stesse compagnie aeree, anche a fronte dell’aumento della domanda di viaggi aerei e delle flotte.

L’Outlook evidenzia come la tecnologia avrà un impatto chiave nella evoluzione futura del settore Aerospace and Defense.

“La crescente complessità dei requisiti di prodotto, sia nel settore commerciale che militare, richiede che le aziende del settore investano ulteriormente nella introduzione di nuove e avanzate tecnologie di produzione” afferma Gianluca Di Cicco, Aerospace & Defence Leader di Deloitte. “La domanda dei clienti è sempre più sfidante in termini di consegne e personalizzazioni e le aziende del settore dovranno aumentare la loro capacità ed agilità produttiva, anche dotandosi di strumenti predittivi di gestione e di controllo della qualità del prodotto. Solo continuando ad investire in tecnologia e digitalizzazione dei processi produttivi, le aziende del settore potranno migliorare la loro produttività ed efficienza”.

L’Outlook tocca infine il tema delle attività di M&A nel settore, che potrebbe interessare anche le aziende più piccole della filiera di settore, con una sempre forte attenzione alla valorizzazione delle economie di scala.

“Dopo alcuni importanti deal di M&A che hanno caratterizzato il settore, il processo di consolidamento potrebbe ora coinvolgere anche le imprese più piccole della supply chain, eventualmente in difficoltà nel soddisfare i crescenti requirement finanziari, di program management, di competenze, di assunzione di rischi e di investimento” afferma Gianluca Di Cicco, Aerospace & Defence Leader di Deloitte per l’Italia. “L’opportunità di generare economie di scala tramite un consolidamento per famiglie di componenti – si pensi ad esempio agli ambiti delle aerostrutture o dell’elettronica – potrebbe essere un ulteriore driver dell’attività di M&A nel settore.

(I-TALICOM)