MONZA – Taiyuan è una città situata in una regione della Cina nord-orientale, soprannominata “città dello smog” a causa dei suoi alti livelli di inquinamento atmosferico. Nel 2014, dopo decenni di crescita economica basata in larga parte sulla produzione di energia da fonti fossili, il governo cinese ha dichiarato guerra all’inquinamento adottando misure più severe nei confronti delle imprese inquinanti. Milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e migliaia di tonnellate di polveri nocive, anidride solforosa e ossicloruri, che hanno finora pregiudicato la qualità dell’aria, verranno presto drasticamente ridotte grazie all’apertura di una nuova centrale elettrica dotata di tecnologia Alfa Laval all’avanguardia.

Il fornitore di energia Taiyuan Heating Power Company ha stretto infatti una partnership con Alfa Laval per migliorare il Taiyuan Taigu Centralized Heating Supply Project, uno dei più grandi sistemi di riscaldamento centralizzato del mondo. Per migliorare l’efficienza dell’impianto e ridurre le emissioni, verranno installati 90 grandi scambiatori di calore a piastre Alfa Laval. La scelta come fornitore tecnologico del progetto è ricaduta su Alfa Laval perché i suoi scambiatori di calore sono progettati per ridurre le emissioni di anidride carbonica di circa 2,5 milioni di tonnellate di circa 4.000 tonnellate, le emissioni di anidride solforosa, di 1.000 e 2.000 tonnellate rispettivamente quelle di ossicloruri e di polveri.

Inoltre, gli scambiatori assicurano un’elevata efficienza anche in condizioni operative difficili mantenendo sempre un alto numero di unità di scambio termico (NTU), in modo da garantire l’efficienza energetica e il massimo rendimento degli investimenti.

Julien Gennetier, Presidente della Business Unit Gasketed Plate Heat Exchangers di Alfa Laval a proposito del suo ruolo, commenta: “Se mi chiedono cosa faccio per vivere, dico che lavoriamo per risolvere la crisi energetica mondiale”. Ulteriori esempi di sostenibilità ambientale urbana e aziendale già concretizzati arrivano dall’Europa. Il primo ad Amburgo, in Germania, dove otto scambiatori di calore a piastre Alfa Laval sono in fase di installazione in un impianto di lavorazione del rame fuori città. L’energia residua catturata dai quattro scambiatori ridurrà il consumo energetico dell’impianto, mentre gli altri quattro scambiatori genereranno energia sufficiente per riscaldare 3.500 abitazioni nella regione.

Un secondo esempio arriva da San Pietroburgo, in Russia, dove l’edificio più alto d’Europa, il Lakhta Center, vanta 61 scambiatori di calore a piastre guarnizionate, utilizzati per la fornitura di aria calda e fredda, acqua calda e ventilazione. Grazie all’elevata efficienza dello scambio termico, questi apparecchi ridurranno al minimo la perdita di calore. Anche il consumo idrico necessario per il trasferimento dell’energia sarà ridotto. Di conseguenza, diminuiranno i consumi energetici per il funzionamento delle pompe dell’acqua.

Julien Gennetier sottolinea l’impatto globale: “Questo risultato arriva dall’installazione di poche unità. È facile immaginare gli effetti delle decine di migliaia di scambiatori che vendiamo ogni anno in tutto il mondo”. In effetti, l’Agenzia internazionale dell’energia stima che nel 2016 il consumo mondiale di energia sarebbe stato del 12% superiore se non fossero stati realizzati progressi nel campo dell’efficienza energetica. Tecnologie come gli scambiatori di calore a piastre hanno contribuito a realizzare tali progressi.

Il Presidente della Business Unit Gasketed Plate Heat Exchangers evidenzia inoltre il connubio vincente tra sostenibilità e impresa raggiungibile grazie alle installazioni di scambiatori di calore Alfa Laval: “Ti accorgi che devi essere rilevante, non solo in termini di sostenibilità, ma anche di soddisfazione delle esigenze di sviluppo economico e sociale […] La nostra tecnologia è altamente efficiente e, poiché siamo in grado di comprendere i processi dei nostri clienti, possiamo aiutarli a raggiungere i loro obiettivi di efficienza. Tutto questo rende il nostro lavoro davvero gratificante”.

(I-TALICOM)