Lo studio della Rutgers University in New Jersey (USA)

ROMA – Un gruppo di ingegneri della Rutgers University in New Jersey (USA), ha progettato un robot che effettua prelievi del sangue, utilizzando l’intelligenza artificiale, le tecnologie di imaging ad infrarossi e quelle ad ultrasuoni per guidare con estrema precisione gli aghi o i cateteri anche nei vasi sanguigni più piccoli.
Questa nuova macchina è già stata testata su animali ed alcune persone che si sono poste volontariamente al test, portando un riscontro molto positivo: il tasso di successo è stato infatti dell’87% su 31 partecipanti sottoposti al prelievo ma è ancora in fase di sperimentazione.
Nonostante la puntura venosa sia di fatto la pratica medica più diffusa, alcuni studi passati hanno provato come gli addetti abbiano problemi nell’effettuarla nei pazienti senza vene ben visibili, o in generale in pazienti con problemi alle vene: si pensi in particolare alla delicatezza delle vene di una persona anziana; infatti, in questi casi particolari, si rischiano non solo complicazioni, come infezioni e trombosi, ma si deve anche ripiegare su vene più grandi nel corpo, con ulteriori complicanze. Per questo una pratica così quotidiana e di routine è anche causa di numerosi infortuni e problematiche.
Inoltre, un evoluzione tecnologica di questa portata, potrebbe ad una rivoluzione nel capo della medicina: basti pensare alla rapidità con la quale potrebbe effettuarsi un prelievo del sangue. Un dispositivo di questo genere, se arricchito da un modulo dedicato e in grado di conservare in sicurezza i campioni e analizzarli in tempo reale almeno per i parametri più elementari, sarebbe rivoluzionario se collegato in parallelo alle singole postazioni ospedaliere, nelle ambulanze, nelle sale d’emergenza, nelle cliniche ma anche negli studi dei medici di base e in altri luoghi dove possa esserci una vigilanza medica: renderebbe insomma disponibili quasi in tempo reale le analisi del sangue e le preziose indicazioni che possono fornire sullo stato di salute o su una patologia in atto.
Ha spiegato Josh Leipheimer, ingegnere biomedicale dell’Università di ingegneria dell’ateneo  USA e principale autore dell’indagine, che: “un dispositivo come il nostro potrebbe aiutare i medici a effettuare prelievi rapidi, sicuri e affidabili, prevenendo complicazioni ingiustificate e la paura dei pazienti per le numerose iniezioni e i diversi tentativi che a volte si devono effettuare”. Insomma sarebbe un grosso supporto per l’attività dei medici e soprattutto infermieri.
In un emergenza epidemiologica, come quella che stiamo affrontando da parecchi mesi, dovuta alla diffusione del virus Covid 19, una macchina di questo genere avrebbe fornito un grande aiuto alla sanità che si è trovata quasi ad un collasso totale.
Infine, tale robot, non sarà applicato solo alla medicina, ma potrà essere utilizzato anche sugli animali; in particolare, potrà fornire un grosso supporto ai medici – veterinari, i quali potranno effettuare prelievi del sangue ( ed altre procedure, ndr) in modo più sicuro ed efficiente.

(I-TALICOM)