ROMA – Ci sono segnali della vista che non andrebbero sottovalutati. Se quando camminate fra la gente urtate senza rendervene conto le persone che incrociate oppure iniziate a vedere degli aloni e notare parole mancanti durante la lettura – sostiene Salvatore Cillino, direttore dell’Unità di Oculistica dell’Ospedale di Palermo – non date la colpa all’età concludendo che è normale, dopo i 50 anni, avere qualche disturbo visivo. Meglio fare un controllo oculistico per verificare che non ci siano i classici segnali di una patologia oculare”. Il glaucoma, ad esempio, è considerato il ‘killer’ silenzioso della vista proprio perché nelle fasi iniziali non presenta sintomi specifici. Ciò comporta che spesso chi ne soffre non se ne accorge almeno sino a quando la situazione non peggiora. E’ una patologia che aggredisce in modo progressivo ed irreversibile il nervo ottico e che può portare alla cecità. Secondo gli ultimi dati, interessa in media il 3% della popolazione con più di 40 anni di età, rappresenta la seconda causa di cecità nel mondo dopo la cataratta. Si prevede che il numero di persone affette da glaucoma nel mondo aumenterà dagli attuali 64 milioni a 76 milioni nel 2020 e a 112 milioni nel 2040. Si calcola che in Italia circa un milione di persone ne siano affette, ma una persona su due ancora non lo sa.“All’inizio – spiega Cillino – il campo visivo viene danneggiato nella sua porzione periferica perciò il paziente percepisce poco il problema. Infatti, vede chiaramente tutto ciò che è al centro del suo sguardo. Man mano che il glaucoma progredisce, la percezione dello spazio circostante il punto centrale di fissazione diminuisce e nascono difficoltà in alcune delle attività quotidiane, con un rischio di cadute anche dentro casa o di incidenti stradali”. 

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)