ROMA – Un Centro di Diabetologia territoriale ogni 100.000 abitanti; la valorizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) grazie all’interconnessione dei sistemi informativi del SSN e alla “tracciabilità” del paziente attraverso le strutture sanitarie e i diversi livelli assistenziali del territorio; un Day Service Ambulatoriale (DSA), almeno una volta l’anno, per lo screening delle complicanze del diabete, volto a ridurre i ricoveri ospedalieri; un modello per l’accesso più equo alle prestazioni ambulatoriali che riduca i tempi di attesa; gare ad “accordo quadro” per conciliare razionalizzazione della spesa e diritto dei pazienti di ricevere il presidio più indicato a seconda della esigenze di ciascuno; una soluzione al mancato rimborso dei farmaci in tutte le Regioni; il riconoscimento delle prestazioni di telemedicina al pari di quelle rese in ambulatorio; l’istituzione di un Osservatorio nazionale per la verifica dell’attuazione del Piano Nazionale Diabete e di quanto sarà previsto dal Patto per la Salute 2019-2021.
Sono queste alcune delle proposte presentate dall’Associazione Medici Diabetologi alla Maratona del Patto per la Salute, la tre giorni organizzata dal Ministro Giulia Grillo con l’obiettivo di raccogliere idee, spunti e buone pratiche a beneficio della sanità pubblica.

“Preoccupati che il processo delle autonomie non vada a ledere quanto di utile è stato fatto nel corso dei 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale, ci auguriamo che nel nuovo Patto per la Salute 2019-2021 si inseriscano regole comuni ed ineludibili alla base dell’assistenza diabetologica e che ogni Servizio Sanitario Regionale si impegni a implementarle”, dichiara Domenico Mannino, Presidente AMD. “Non si tratta di grandi investimenti, ma di rendere omogenei i processi di cura a tutela dei cittadini residenti su tutto il territorio nazionale. Impegnati quanto i decisori politici affinché prestazioni e terapie appropriate possano continuare a essere erogate in modo universale e in esenzione dalla spesa, oggi come in passato, siamo aperti e disponibili a una collaborazione continua con il Ministero della Salute”.

“L’assistenza per il diabete rappresenta una delle voci più rilevanti nel bilancio dello Stato e delle Regioni, stretta fra i bisogni delle persone affette dalla patologia e le scarse risorse economiche”, sottolinea Amodio Botta, Consigliere nazionale AMD, intervenuto alla Maratona in rappresentanza dell’Associazione. “Attualmente vi sono notevoli differenze nelle Regioni italiane. A titolo di esempio: nel 30% non è ancora stata emanata una Legge sul diabete; nel 20% non sono stati emanati decreti attuativi del Piano Nazionale Diabete; nel 56% delle Regioni è stata istituita una Rete del diabete che però, laddove presente, evidenzia criticità nel mancato raccordo tra primo, secondo e terzo livello di assistenza. L’obiettivo che AMD persegue e che ha voluto porre all’attenzione del Ministero nell’ambito di questa audizione, è proprio quello di favorire l’armonizzazione delle legislazioni regionali e il conseguimento di obiettivi comuni”.

(I-TALICOM)