HPE semplifica il rollout di servizi 5G in collaborazione con i propri partner per gestire le infrastrutture IT con software Open indipendente dai vendor

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CALIFORNIA – Hewlett Packard Enterprise (HPE) ha annunciato l’iniziativa Open Distributed Infrastructure Management, un nuovo programma open source destinato a semplificare la gestione dei deployment di infrastrutture fisiche geograficamente distribuite su vasta scala. HPE introdurrà inoltre una soluzione enterprise denominata HPE Open Distributed Infrastructure Management Resource Aggregator.

Open Distributed Infrastructure Management aiuta a risolvere la complessità che gli operatori di telecomunicazione devono affrontare nel rollout dei servizi relativi alle reti 5G, distribuite su migliaia di siti equipaggiati con infrastrutture IT composte da tecnologie di differenti generazioni e prodotte da molteplici vendor. Questa nuova iniziativa sottolinea la leadership di HPE nelle tecnologie 5G Open e il suo impegno ad accelerare l’allineamento dell’intero settore attraverso l’utilizzo di innovazioni Open Source.

In collaborazione con i propri partner, HPE promette con il suo portafoglio di soluzioni 5G di liberare appieno le potenzialità di questa tecnologia sia nella componente core network, che all’edge e negli ambienti enterprise. Questa iniziativa viene lanciata in collaborazione con Intel e con il supporto di importanti leader di settore come AMI, Apstra, Red Hat, Tech Mahindra e World Wide Technology. HPE intende avviare, al fianco di Intel, un progetto Open Source sotto l’egida della Linux Foundation per sviluppare ulteriormente l’iniziativa in combinazione con i partner di ecosistema, allo scopo di automatizzare la gestione end-to-end delle reti. HPE è impegnata nello sviluppare e promuovere l’ecosistema e supportare i clienti contribuendo con la componente software per la gestione di tale infrastruttura alla comunità open source.

La tecnologia 5G rappresenta un enorme cambiamento nel modo di costruire le reti mobili. Quelle delle precedenti generazioni erano soprattutto realizzate sulla base di sistemi proprietari, ma gli standard 5G sono stati progettati per ricorrere a piattaforme software open, funzionanti su sistemi industry standard. La tendenza verso tecnologie distribuite aperte come vRAN (Virtualized Radio Access Network), MEC (Multi-access Edge Computing) e funzioni di rete cloud-native richiederà il deployment di un’infrastruttura di sistemi, storage e di rete industry-standard con soluzioni di produttori differenti su migliaia di siti geograficamente distribuiti. La maggior parte delle soluzioni per la gestione dell’infrastruttura fisica dei data center di oggi non è in grado di scalare geograficamente né di supportare installazioni multi-vendor, con la conseguenza di provocare inefficienze operative e impedire l’innovazione tecnologica.

L’iniziativa Open Distributed Infrastructure Management semplifica la gestione di rete e promuove vantaggi operativi e finanziari significativi, supportando reti geograficamente distribuite su vasta scala e facilitando l’interazione tra soluzioni infrastrutturali di multi-vendor differenti. HPE Open Distributed Infrastructure Management Resource Aggregator modella e uniforma le componenti infrastrutturali di ciascun sito per semplificare l’automazione dell’infrastruttura tra più risorse, vendor e sedi geografiche.

HPE lancerà la versione commercialmente supportata delle funzionalità di gestione infrastrutturale open source nel secondo trimestre del 2020 insieme con i relativi componenti di plug-in specifici. La soluzione HPE farà leva su specifiche standard nel mondo delle telcos, come le interfacce DMTF Redfish®, per rendere possibile un approccio indipendente dai vendor per la gestione delle configurazioni e operazioni su sistemi, storage e tecnologie di rete di più vendor differenti su vasta scala.

“Le iniziative del settore dedicate a 5G ed Edge Computing richiederanno il deployment di infrastrutture multi-vendor altamente scalabili e distribuite geograficamente, che possano essere realizzate in modo economicamente conveniente utilizzando l’automazione che deriva dal modello ‘software defined’ e infrastructure-as-code”, ha dichiarato Claus Pedersen, VP, Telco Infrastructure Solutions di HPE. “L’iniziativa Open Distributed Infrastructure Management affronta le sfide legate alla scalabilità della rete e i costi associati al lock-in sui fornitori consentendo di implementare infrastrutture multi-vendor, di centralizzare il deployment di una gestione standardizzata di configurazioni e guasti, e di aggregare le informazioni relative allo status delle varie risorse”.

“La gestione e l’orchestrazione dell’infrastruttura possono trarre vantaggio da elementi open source comuni come API e modelli di dati”, ha commentato Dan Rodriguez, Corporate VP e GM del Network Platforms Group di Intel. “L’iniziativa ODIM fa leva sul lavoro che abbiamo svolto con HPE su Redfish e aiuterà i Communications Service Provider e le aziende a scoprire e sfruttare tutte le potenzialità delle tecnologie che si trovano alla base dei loro deployment distribuiti”.

“Questa iniziativa propone nuove estensioni DMTF Redfish® che tracciano un percorso verso la creazione di nuovi paradigmi di software-defined data center, che consentono l’automazione end-to-end della rete”, ha aggiunto Ashish Nadkarni, GVP di IDC. “Questa iniziativa, basata su standard aperti, offre alle aziende un modo per far convergere risorse hardware di vendor differenti sotto una soluzione unificata per la gestione delle infrastrutture promettendo di accelerare sia il rollout di reti 5G che l’innovazione all’interno delle telcos”.

HPE Open Distributed Infrastructure Management Resource Aggregator introduce importanti innovazioni che avranno ricadute positive su altre soluzioni dedicate al settore delle telcos come la soluzione HPE Telco Core appena annunciata e i relativi sistemi per infrastrutture edge. Fornite in modalità as-a-service con HPE GreenLake, queste proposte infrastrutturali offrono agli operatori di telecomunicazione un percorso veloce verso il rollout di servizi 5G su più siti.

Con i principali componenti dell’iniziativa Open Distributed Infrastructure Management destinati al rilascio open source, HPE e i maggiori leader del settore stanno dando vita a un ecosistema che potrà accelerare l’innovazione tecnologica anche al di là del comparto delle telecomunicazioni. L’infrastruttura telco attuale è del tutto unica in termini di architetture distribuite e di scalabilità. I deployment relativi all’Industrial IoT e i nuovi livelli di automazione e analisi di dati distribuiti renderanno nel tempo l’iniziativa Open Distributed Infrastructure Management adatta a risolvere problemi simili anche in numerosi altri settori e domini applicativi.

Membro fondatore dell’iniziativa open source DMTF Redfish®, HPE si trova nella posizione ideale per assumere la leadership di questo ambito. Un recente report di AvidThink ha concluso che esiste la necessità di un approccio basato su standard de-facto per la gestione delle infrastrutture fisiche distribuite con grande scalabilità. Questo si applica alle reti di telecomunicazione, ma è anche particolarmente applicabile a numerosi altri settori come grandi imprese e datacenter geograficamente distribuiti.

HPE – un partner affidabile per gli operatori di telecomunicazione

HPE vanta più di 30 anni di esperienza nel settore delle telecomunicazioni servendo oltre 300 operatori in 160 Paesi. Nella rete core 700 milioni di abbonati di 82 carrier dipendono dal software HPE Mobile Core, e HPE è stata recentemente premiata da Frost & Sullivan con il 2019 Leadership Award for Global 5G Infrastructure Enabling Technology.

Disponibilità

HPE Open Distributed Infrastructure Management Resource Aggregator sarà disponibile a livello mondiale nel secondo trimestre del 2020. Anche il rilascio open source dell’iniziativa Open Distributed Infrastructure Management alla Linux Foundation è previsto per il secondo trimestre del 2020 e sarà accessibile tramite: www.linuxfoundation.org.

(I-TALICOM)