Sardegna a tutta velocità con la fibra ottica di Open Fiber

497

CAGLIARI – Open Fiber è in prima linea nella digitalizzazione del Paese. L’azienda prosegue, oggi più che mai, la sua azione per portare la fibra ottica direttamente nelle case, negli uffici e nelle aziende sarde nello scrupoloso rispetto delle normative di sicurezza.

Dopo Cagliari, Quartu, Quartucciu, Selargius, Sassari e Alghero finalmente anche gli abitanti di Oristano e Olbia potranno accedere a un servizio che permetterà loro di navigare fino a 1 Gbps (Gigabit al secondo) in modalità FTTH (Fiber to the home) cioè con la fibra ottica che entrerà direttamente nelle case, nelle scuole, nelle aziende e negli uffici pubblici. Nei due comuni sardi l’azienda sta realizzando, con un investimento diretto di oltre 12 milioni euro, una nuova infrastruttura che vede al momento 10 mila unità immobiliari con il servizio già disponibile per i clienti: 4.300 a Olbia e 6.200 a Oristano.

In totale sull’Isola sono state connesse 184 mila unità immobiliari con un investimento diretto di 67 milioni di euro. La rete che Open Fiber sta realizzando è estremamente capillare e pervasiva, a prova di futuro, basata su un’architettura moderna, aperta, efficiente, in grado di garantire la copertura delle maggiori città e il collegamento delle aree industriali, con l’obiettivo di abbattere finalmente il digital divide.

“La connessione in banda ultra larga di Oristano e Olbia è per noi un motivo di orgoglio. Stiamo portando la fibra ottica da una sponda all’altra dell’Isola in un momento difficile in cui la tecnologia aiuta le persone a stare vicine” spiega Gianfranco Podda Regional Manager di Open Fiber in Sardegna. “Il 2020 sarà un anno importante perché, oltre che a ultimare i lavori in entrambi comuni con l’obiettivo totale di 41 mila unità immobiliari, cominceremo a portare la nostra infrastruttura, la stessa delle grandi città, nelle aree bianche, zone periferiche e borghi rurali, come concessionario del bando di gara Infratel. Il piano prevede nei prossimi mesi l’apertura di cantieri nei primi 52 comuni”.

(I-TALICOM)