– ROMA – Tutti i nodi di una trattativa nata male sia da parte del Governo che dall’Arcelor Mittal, sono venuti al pettine nella giornata convulsa di ieri. Ieri pomeriggio l’annuncio del ritiro dall’ex Ilva di Taranto di ArcelorMittal, ha creato scompiglio tra le forze di governo che in serata hanno cercato di contrastare l’effetto dirompente della notizia riunendo i ministri Patuanelli (Mise) e Costa (Ambiente) a cui si sono aggiunti altri in serata ma ovviamente senza esiti perché tutto prenderà forma probabilmente domani 6 novembre con la convocazione del gruppo che con una nota inviata ieri ai commissari dell’Ex Ilva, ha deciso di rescindere il contratto.L’ArcelorMittal S.A. è un colosso industriale mondiale, operante nel settore dell’acciaio, nato dalla fusione di due tra le più grandi aziende del settore, la Arcelor e la Mittal Steel Company, avvenuta nel 2006. Oltre ad essere il più grande produttore d’acciaio, è anche attivo nel mercato della fornitura di acciaio per l’industria automobilistica e per i settori delle costruzioni, degli elettrodomestici e degli imballaggi. Il motivo che ha spinto il gruppo a volersi ritirare dall’accordo di programma di risanamento dello stabilimento dell’Ex Ilva, è la mancata adozione dello “scudo penale” senza il quale, sostiene il colosso siderurgico angloindiano, “non è possibile attuare il nostro piano ambientale”. La reazione del ministro dello Sviluppo Economico, Patuanelli ieri era sta immediata: “Il governo non consentirà la chiusura dell’Ilva” aveva confermato al termine di un vertice a Palazzo Chigi, aggiungendo che “non esiste diritto di recesso” che di fatto sarebbe il punto contestato dall’azienda, che sostiene che nell’intesa con il governo la clausola è prevista. Uno scontro che rischierà di finire per vie legali e che non mostra nulla di buono per il destino dei 15 mila lavoratori dello stabilimento di Taranto. Domani, dunque, si vedranno gli esiti della convocazione del gruppo dell’acciaio a Palazzo Chigi su convocazione del premier Conte. L’incontro sarebbe già dovuto avvenire ieri ma il rischio di andare in ordine sparso su una vicenda così delicata, ha consigliato di prendersi altre 24 ore di tempo prima di andare al confronto con le posizioni di ArcelorMittal. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)