– WASHINGTON – La lunga battaglia sull’immigrazione, combattuta dal presidente Usa, Donald Trump, si è trasformata in una vittoria. Ad attribuirgliela è proprio la Corte Suprema, che va detto è a maggioranza repubblicana dopo le sue due recenti nuove nomine. Di fatto l’organismo giuridico ha ribaltato la decisione di una Corte d’appello e deciso di far entrare in vigore la nuova normativa governativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se durante il loro viaggio hanno attraversato Paesi terzi sicuri dove potevano avanzare la stessa istanza. I giudici della Corte Suprema hanno permesso l’applicazione dei nuovi regolamenti in attesa dell’esito delle battaglie legali in corso. In base alle nuove regole, solo i migranti a cui è stato negato asilo in un terzo Paese o che sono vittime di “grave” traffico di esseri umani possono richiedere asilo negli Stati Uniti.Ovviamente la sentenza espressa a maggioranza da parte della Corte Suprema, ha visto due dei nove membri, esprimersi con il voto contrario: i giudici liberal Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor che hanno dissentito rispetto alle restrizioni sulle richieste d’asilo. “Ancora una volta il potere esecutivo ha promulgato una regola che cerca di sovvertire le pratiche di lunga data relative ai rifugiati che cercano protezione rispetto alle persecuzioni”, ha scritto Sotomayor. Trump esulta: grande successo “Grande vittoria alla corte suprema degli Stati Uniti per la frontiera sulla questione dell’asilo”: così Donald Trump dopo la decisione dei giudici di far entrare in vigore – finché prosegue la battaglia legale nel merito – la normativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se non l’hanno fatto in uno degli altri Paesi attraversati durante il loro viaggio. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)