– ROMA – La vicenda Alitalia rischia di diventare un’altra bomba come quella di ArcelorMittal. A meno di 24 ore dal termine previsto (domani 21 novembre) per la presentazione dell’offerta vincolante del consorzio guidato da Fs per il rilancio della compagnia di bandiera, anche Atlantia mantiene sulla corda governo, sindacati e lavoratori. Lufthansa dopo le voci dei giorni scorsi di un interesse a voler entrare nella cordata, non ha, al momento, presentato nessun offerta nonostante la ridda di cifre che erano circolate. La motivazione sta tutta nel fatto che la compagnia tedesca avrebbe visto il suo ingresso solo nell’ottica di un vero piano strategico più che una sola iniezione di danaro. Di fatto si tratta di un’accusa lanciata all’operazione governativa con il coordinamento di Ferrovie dello Stato nel tentativo di tenere in piedi una compagnia ma con tanti punti di debolezza al suo interno. Del resto sono le stesse motivazioni avanzate da Atlantia.L’unica ancora intenzionata a voler rimanere nell’impresa, invece, è l’americana Delta Airlines che avrebbe fatto sapere di poter raddoppiare la cifra inizialmente stanziata ma non basta a definire la cordata.Ieri pomeriggio c’è stato un fugace passaggio dei tre commissari Alitalia, Daniele Discepolo, Enrico Laghi, e Stefano Paleari, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico. E il ministro Patuanelli ha ricordato che i tempi stringono negando la possibilità dell’ennesima proroga. Intanto Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore del trasporto aereo per venerdì 13 dicembre. Alla base della protesta, il perdurare della crisi di Alitalia, la situazione del comparto del trasporto aereo, per il quale i sindacati chiedono a tutte le aziende l’applicazione del contratto di settore, e il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà del trasporto aereo. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)