– ROMA – Nel giorno in cui il Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo è ancora in visita in Italia (oggi 3 ottobre sarà ricevuto da Papa Francesco), è arrivata l’attesa stangata attesa sui dazi imposti dall’amministrazione Trump.Di che cosa si tratta? Gli stati Uniti, secondo quanto annunciato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), potranno imporre dazi annui per 7,5 miliardi di dollari sulle importazioni dell’UE e nel mirino, per quanto riguarda l’Italia, ci sono prodotti come il parmigiano ed il prosciutto solo per citarne alcuni. Quella che può essere definita come una ritorsione di Trump, prende origine dalla controversia aperta dai sussidi europei – giudicati illegali – al costruttore aereo Airbus. Dunque, i dazi di Trump diventano la risposta più pesante mai imposta dall’organizzazione in una querelle commerciale. La scure dei dazi Usa si abbatte con una rilevante tariffa del 25% su prodotti come il pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto. Si salverebbero invece l’olio d’oliva e il prosecco. I dazi dovrebbero scattare dal 18 ottobre. Nell’elenco figurano anche il whiskey scozzese, i vini francesi, l’Emmental svizzero e la groviera. Dazi del 10% sugli aerei commerciali. Washington – che ha chiesto al Wto un risarcimento pari a 11,2 miliardi di dollari – ha contestato la legittimità degli aiuti pubblici concessi da Bruxelles e ora potrebbe colpire una serie di prodotti tecnologici (aerei e componentistica realizzati nei quattro Paesi del consorzio Airbus: Regno Unito, Francia, Germania e Spagna) ma anche prodotti alimentari e beni di lusso. Un comparto questo che tocca anche esportazioni italiane, sebbene il nostro paese non faccia parte del consorzio. Alla mossa degli Usa, comunque, l’UE – che a sua volta contesta i sussidi a Boeing – dovrebbe rispondere con propri dazi, anche se il Wto non ha ancora definito l’ammontare della eventuale compensazione. I dazi Usa scatteranno dal prossimo 18 ottobre. In Italia, ovviamente, si è aperta la polemica con il premier Conte ed il ministro degli Esteri Di Maio che sono apparsi molto morbidi sulla questione nell’incontro con Mike Pompeo. “Lasciate che me ne occupi io” aveva detto Conte mostrando di avere una strategia pronta in tasca che però altro non è che un accordo con Bruxelles che dovrà essere l’Ue a fronte unito a replicare a Trump con un pareggio di sanzioni che andrebbero ad elidersi. Però l’entrata in vigore dei dazi americani per il 18 ottobre è alle porte e qualsiasi ritardo in una soluzione potrebbe significare un peggioramento significativo per l’export Made in Italy. 

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)