– MADRID – Ad urne chiuse in Spagna, i primi exit-poll, non sembrano aver rimosso la situazione di stallo in cui è precipitato il paese che neanche quattro tornate elettorali sono riuscite a sbloccare.I primi dati danno in calo il blocco di sinistra, a partire dai socialisti del premier Pedro Sánchez che passerebbero dagli attuali 123 seggi a 114-119.Flessione anche Unidas Podemos (da 42 a 30-34), ma per la prima volta in parlamento entrerebbe con 3 seggi, la formazione Cortes Más País, di Iñigo Errejón nata da una scissione dal partito di Pablo Iglesias. Insomma stando così le cose i partiti di sinistra arriverebbero a 147-156 seggi, quindi lontano da una maggioranza di 176 deputati, che permetterebbe di governare. Altro discorso per l’estrema destra di Vox: che da 24 seggi passerebbe a 56-59 seggi. Cresce anche il Partito Popolare di Pablo Casado, che il 28 aprile scorso aveva toccato il fondo con 66 seggi e ora ne potrebbe ottenere tra gli 85 e i 90. Non abbastanza, però, per poter aspirare alla guida di un nuovo governo. Non solo perché i socialisti si confermano come primo partito, ma anche perché le forze di destra non hanno la possibilità di stipulare accordi con altri partiti minori, in particolare con le formazioni basche e catalane. In altre parole uno scenario che sembrerebbe solo aver mandato in fumo  diverse migliaia di euro per questa nuova tornata elettorale. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)