– MILANO – L’inclusione giovanile parte dalla loro formazione. Attitudini e voglia di affermarsi diventano un valore per entrare nel mondo del lavoro. Ed è su queste basi che è nato il progetto sperimentale Ad Astra, pensato per la formazione specifica di 20 giovani in particolari condizione di svantaggio sociale ed economico. A presentare il progetto con una forte componente di responsabilità sociale, sono state le aziende Campari, Eataly e Lavazza su iniziativa della Fondazione di Comunità Milano che è espressione della Fondazione Cariplo. “Il progetto – come spiega Giovanni Azzone, presidente della Fondazione Comunità Milano – è partito dalla ricerca che ha evidenziato che un sesto di giovani compresi nella fascia di età tra i 18 e i 24 non lavora e non cerca un lavoro per scoraggiamento. Siamo partiti da questo dato per fare un esperimento che non  fosse di semplice charity ma che mettesse alla prova giovani e aziende disponibili ad impegnarsi a favorire una crescita sociale sul territorio”. I 20 ragazzi sono stati il frutto di segnalazioni ed auto-segnalazioni sviluppatesi all’interno della rete no-profit della cooperativa A&I dedita alla formazione ed i servizi per il lavoro. E’ qui che è avvenuta la selezione in base all’interesse mostrato per alcuni profili lavorativi. La presenza del Gruppo Campari consentirà ai giovani selezionati di partecipare ad un corso di bartending presso l’Accademia dell’azienda di Sesto San Giovanni mentre percorsi analoghi si svilupperanno per corsi di food&beverage presso Lavazza o nel training on the job per il settore macelleria o panetteria presso Eataly. Un percorso verso l’assunzione in azienda? I promotori non vogliono assolutamente creare queste aspettative. Il compito di tutti e creare le soft skill che consentono di acquisire gli strumenti per essere sul mercato del lavoro. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)