– NAPOLI – Il Papa ha fatto rientro nella sua “abitazione” di Santa Marta in Vaticano dopo il suo intervento a Napoli. Ecco il diario della visita. Il Papa è atterrato alle 8,38 al parco Virgiliano, sulla collina di Posillipo, a Napoli. Il Santo Padre è arrivato nel capoluogo partenopeo qualche minuto prima dell’orario previsto dal programma e, più che puntuale, è giunto alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione san Luigi, in via Petrarca. Francesco torna a Napoli dopo quattro anni dalla sua visita del 2015 per partecipare al convegno “La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo”. Ad attenderlo, al suo arrivo all’Università, il Gran Cancelliere dell’Ateneo, il Cardinale Crescenzio Sepe e il Decano della facoltà Pino Di Luccio. In veste non istituzionale anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. 650 i partecipanti all’evento, principalmente studenti e professori della Università.
Una visita speciale questa, perché per la prima volta Francesco prende parte da relatore ad un convegno. In particolare nella due giorni di riflessioni organizzata a Napoli sono state analizzate le complessità e le contraddizioni che caratterizzano il contesto del Mediterraneo, nel corso della giornata inaugurale del 20 giugno e poi, il 21, si è discusso dei percorsi alla ricerca di soluzioni possibili. Il Santo Padre, durante la sua relazione conclusiva ha sottolineato l’importanza di “avviare processi, più che occupare spazi”, e questo discorso, secondo Francesco, riguarda anche la teologia, “chianata ad essere una teologia dell’accoglienza” in grado di “sviluppare un dialogo sincero” con tutti, istituzioni comprese, “per la costruzione nella pace di una società inclusiva e fraterna e per la custodia del creato”. Il Papa ritorna sui temi della Veritatis Gaudium, la costituzione apostolica del 29 gennaio 2019, scritta per riformare e attualizzare gli studi delle Università Cattoliche e delle Università ecclesiastiche, per calarli nel contesto del Mediterraneo e riflettere sul ruolo della teologia. Francesco nel corso del suo intervento ha parlato più volte di una “teologia dell’accoglienza e del dialogo” che deve essere, nello stesso tempo “teologia dell’ascolto”. Non sono mancati, come spesso accade, commenti e precisazioni ‘a braccio’ del Santo Padre che, per esempio, ha invitato a non intendere la teologia come qualcosa di chiuso.
“Io ho studiato nel tempo della teologia decadente, della “scolastica decadente”, al tempo dei manuali, con i manuali – ha detto il Papa -. Cioè una teologia di tipo difensiva, apologetica, chiusa… di un manuale”. L’invito del Papa è invece quello di “educare gli studenti di teologia al dialogo”, da considerare un vero e proprio “metodo di studio”. Poi è stata affrontata la questione della libertà teologica. “È necessaria la libertà teologica. Senza la possibilità di sperimentare strade nuove non si crea nulla di nuovo, e non si lascia spazio alla novità dello Spirito del Risorto”.
Sul finale, un velocissimo passaggio su Napoli e il luogo in cui è stato allestito il convegno. “Questo posto bellissimo, sede della Facoltà teologica dedicata a San Luigi, di cui oggi ricorre la festa – ha detto il Papa –  sia simbolo di una bellezza da condividere, aperta a tutti. Sogno Facoltà teologiche dove si viva la convivialità delle differenze, dove si pratichi una teologia del dialogo e dell’accoglienza; dove si sperimenti il modello del poliedro del sapere teologico in luogo di una sfera statica e disincarnata. Dove la ricerca teologica sia in grado di promuovere un impegnativo ma avvincente processo di inculturazione”. La calda giornata del Papa a Napoli si è poi conclusa, diversamente da quanto era stato annunciato in precedenza e previsto dal programma ufficiale, subito dopo la fine del convegno. Il Santo Padre ha salutato brevemente alcuni professori e sacerdoti ed è subito ripartito per Roma.  –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)