– VIGNANELLO (VITERBO) – Anche i più severi maitre a penser sembrano aver alzato il pollice in su per questa annata dell’olio nella Tuscia. E la recente “Festa dell’Olio e del Vino di Vignanello” (anche il prossimo weekend 15-17 novembre), promosso dalla ProLoco, lo ha confermato. Se sul vino le aspettative non sono state disattese con il novello che ha fatto da cartina di tornasole di una vendemmia 2019 gratificante, per l’olio i frantoi non avevano nascosto qualche preoccupazione sulla quantità che è risultata scarsa in tutta l’area. Ma di contro, la qualità è indiscutibilmente alta. Ovviamente la dura legge di mercato con domanda alta e poca offerta fa lievitare leggermente il prezzo. De resto,però, come insegnano i grandi chef, bastano poche gocce per esaltare un piatto e tanto basta. “La spremitura delle prime olive , raccolte in zone dove il clima è decisamente più favorevole  consente una raccolta anticipata – spiega Danilo Bernardini della ProLoco di Vignanello – così da riuscire ad essere proposto proprio nei primi giorni di novembre in modo che la Festa risulti come un’anteprima della produzione di tutto il territorio dei Monti Cimini”.Nel cuore del borgo di Vignanello c’è il Frantoio Cioccolini che andando a ripescare nella sua storia si scopre che già dal 1890 questa famiglia di olivicoltori di Torre Aliano era apprezzata per la sua produzione. La grande trasformazione agli inizi degli anni sessanta, fino in epoca contemporanea, ne ha fatto l’azienda che ha saputo innovarsi tanto da essere diventati un riferimento molitorio per diversi produttori dell’area viterbese. Il suo olio è un blend di Leccino, Caninese e Moraiolo, naturalmente estratto a freddo. I riflessi verdi si trasformano via via in un giallo dorato. Bisogna indugiare sul suo profumo per scoprire una gamma di sentori in cui prevale il carciofo e la cicoria ma anche menta e rosmarino. Il suo abbinamento ideale? Antipasti di carciofi, insalate di lenticchie e primi piatti con molluschi.A pochi chilometri di distanza da Vignanello, quest’anno ha fatto il suo ingresso tra gli oli “gourmet”, una piccola produzione curata dall’Orto di Hans a Soriano nel Cimino, un agriturismo che ricava dalla abbacchiatura delle sue 600 piante un olio di un intenso colore verde “morbido nel gusto ma con carattere” come amano definirlo i due proprietari della tenuta, Beppe Bianchi e Letizia Licastro. Recente anche la sfida di Gloria Sanna e Roberto D’Antoni a Civita Castellana. Il loro Qutun di olive della varietà frantoio e leccino che sia aprono in bouquet di profumi di erbe officinali ma anche con note di mandorla e pepe nero. L’ideale per condire una tartare di pesce crudo o una zuppa di legumi come suggerisce lo chef Salvo Cravero, ispiratore dell’Evo di famiglia di Gloria.

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)