– ROMA — L’anno giudiziario, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del premier Giuseppe Conte, della Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati e del Guardasigilli, Alfonso Bonafede, si aperta a Roma con l’intervento del Primo Presidente della Cassazione, Giovanni Mammone nel ricordo dei magistrati caduti in servizio. Ma Roma come a Milano, c’è sullo sfondo  un diffuso senso di di incertezza per quella “frattura tra Sistema e Paese” come ieri ha sintetizzato il Rapporto italia dell’Eurispes.  A Roma, Giovanni Salvi, il procuratore generale della Corte di Cassazione lancia l’allarme sulle politiche dell’immigrazione: «Mentre da anni sono chiusi i canali di ingresso legali e ormai non viene nemmeno più redatto nei tempi prescritti il decreto flussi, la cessazione dell’accoglienza e delle politiche di inserimento creeranno tra breve un’ulteriore massa di persone poste ai margini della società, rese cioè clandestine. Ciò deve essere evitato per molte ragioni, ma per una sopra ogni altra: rendere il nostro Paese ancora più sicuro». A Milano, gli avvocati penalisti rifiutano la presenza di Piercarlo Davigo all’inaugurazione dell’anno giudiziario per una sua intervista rilasciata al Fatto Quotidiano in cui si è mostrato apertamente favorevole alla riforma della prescrizione ed ha scaricato sui legali la lentezza dei processi. 
I segnali che arrivano nel Paese è che la terziaria della magistratura, viene superata dall’esigenza di dare indicazioni ad una governance indecisa e dal ventre molle. Ma c’è anche la confusione generata da questioni che le opportunità di posizioni dovrebbero richiedere maggiore attenzione come nel caso del ministro Bonafede che come riportato da alcuni organi di stampa avrebbe violato il principio della separazione dei ruoli. Nella sua funzione da avvocato, ha intentato una causa nei confronti del ministero della Sanità, cioè contro il suo governo. Ed ovviamente non avrebbe potuto in quanto ministro e rappresentante di governo. Ora a decidere su questa situazione sarà una commissione di magistrati. Ma chi può convocarla? il ministro, ovviamente. 

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)