– LONDRA – L’iniziativa del primo ministro Boris Johnson di “mandare in vacanza” il Parlamento, con il via libera della Regina Elisabetta, fino a quando non si sarà definita l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea con o senza un accordo con la UE, ha fatto scatenare la protesta dei “remainder” che hanno raccolto oltre un milione di firme online per dichiarare il loro disappunto.Il tentativo di Johnson è di rinegoziare un’uscita più vantaggiosa ma l’Ue avverte: “Rischi se non paga il conto” e Johnson replica: “Diventeremo il più grande Paese della Terra”.L’istanza di sospendere i lavori del Parlamento sino al 14 ottobre, ha lo scopo di avere il tempo per elaborare una strategia che faccia leva sull’articolo 50 del Trattato di Lisbona riferito ad una uscita di un paese membro.Per la Brexit si apre dunque uno scontro istituzionale unico per la Gran Bretagna e che vede al centro la Regina.“In quasi 400 anni – scrive Johnson – solo la  sessione del 2010-12 si è avvicinata con 259 giorni. Sono stati presentati progetti di legge che, per quanto importanti  di per se’, a volte sono parsi volti solo a occupare il tempo  sia alla Camera dei Comuni che a quella dei Lord mentre la  cruciale legislazione per la Brexit è stata ostacolata per  assicurarsi che potesse essere rimandata alla sessione  successiva. Questo non può continuare”.   Un oltraggio replica lo speaker dei comuni Bercow’.” E’ ovvio il fine, prosegue Bercow, quello di impedire al parlamento di dibattere la Brexit’ “se verrà confermata la notizia sulla sospensione del parlamento, si tratta di un oltraggio costituzionale. Non importa come la si presenta, è ovvio che il fine sarebbe quello di impedire al parlamento di dibattere la Brexit e fare il proprio dovere nel modellare la strada per il paese… chiudere il parlamento sarebbe un’offesa al processo democratico e ai diritti dei deputati”. Il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, ha scritto una lettera alla Regina Elisabetta II per esprimerle le sue preoccupazioni sulla richiesta del governo di Boris Johnson di sospendere il Parlamento fino al 14 ottobre, una mossa per togliere spazio di manovra ai Comuni che vogliono evitare una Brexit senza accordo il 31 ottobre, riferiscono i media britannici, precisando che nella missiva Corbyn ha chiesto alla monarca un incontro.  La Commissione europea non commenta la decisione del governo britannico di chiedere alla Regina di sospendere il Parlamento pochi giorni dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa estiva e solo qualche settimana prima della scadenza della Brexit il 31/10.  “Non commentiamo sulla situazione politica interna di uno Stato membro e non speculiamo sul significato di questa azione”,ha affermato la portavoce dell’Esecutivo Mina Andreeva.  Intanto il rappresentante britannico per la Brexit David Frost  è volato a Bruxelles per alcuni incontri a livello tecnico col capo di gabinetto del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, Clara Martinez Alverola. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)