– VENEZIA – La 17ma Mostra Biennale di Venezia dedicata all’Architettura e curata da Hashim Sarkis, ha l’obiettivo di produrre un nuovo ‘contratto spaziale’ che ponga al centro la necessità di immaginare nuovi spazi di condivisione.E il titolo non lascia dubbi sugli sviluppi del tema: “How will we live together?“ che comprensibilmente nasce dall’esigenza di ripristinare la pacatezza del confronto in politica e ridurre le disuguaglianze economiche. Sarkis spiega la necessità di chiedere agli architetti “di immaginare degli spazi nei quali possiamo vivere generosamente insieme: insieme come esseri umani che, malgrado la crescente individualità, desiderano connettersi tra loro e con le altre specie nello spazio digitale e in quello reale; insieme come nuove famiglie in cerca di spazi abitativi più diversificati e dignitosi; insieme come comunità emergenti che esigono equità, inclusione e identità spaziale; insieme trascendendo i confini politici per immaginare nuove geografie associative; e insieme come pianeta intento ad affrontare delle crisi che richiedono un’azione globale affinché possiamo continuare a vivere”.
Gli architetti invitati a partecipare alla Biennale Architettura 2020 avranno il compito di coinvolgere nella loro ricerca altre figure professionali e gruppi di lavoro: artisti, costruttori, artigiani, ma anche politici, giornalisti, sociologi e cittadini comuni. Allo stesso tempo la Biennale Architettura 2020 vuole affermare l’idea che è proprio in virtù della sua specificità materiale, spaziale e culturale che l’architettura ispira i vari modi in cui viviamo insieme. In tal senso si richiede ai partecipanti di evidenziare quegli aspetti del tema principale che sono prettamente architettonici.
I curatori delle partecipazioni nazionali saranno chiamati ad affrontare uno o più sotto-temi della mostra. Il bisogno di un’edilizia sociale più inclusiva e di strumenti innovativi per un tessuto urbano e territoriale più connettivo è ancora urgente sia nelle economie emergenti che in quelle avanzate. –

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)