«Va bene l’innovazione, ma al primo posto ci deve essere sempre l’uomo»

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Sono ormai tanti anni che lavoro nel mondo della tecnologia e spesso mi sono chiesto, ma credo che l’abbiate fatto anche voi tante volte, come sarà il futuro? Guardare ai prossimi 30 anni è complicato quando tutto cambia così rapidamente, ma una civiltà viene giudicata per la sua lungimiranza e quindi dobbiamo farlo. Per costruire un buon futuro per i nostri figli i nostri nipoti, abbiamo il dovere di pensare al mondo in cui vivranno. Dobbiamo riflettere, impegnarci, per essere ricordati come dei buoni antenati.
Io, ma anche voi, abbiamo già vissuto una rivoluzione industriale tecnologica, se pensiamo al solo telefono cellulare sono trascorsi appena 30 anni.
Ma credo che nei prossimi anni vivremo un ulteriore e radicale cambiamento dovuto alla tecnologia e ci saranno nuove opportunità e benefici.
Saremo più portati ad abbonarci a prodotti e servizi. La realtà virtuale sarà diffusa come lo sono oggi i telefoni cellulari. Ci rivolgeremo ai dispositivi con una serie di gesti delle mani, ma già oggi siamo a buon punto. Ogni aspetto della nostra vita verrà monitorato, da qualcun altro. I robot e l’intelligenza artificiale faranno i nostri attuali lavori ma ne avranno anche creati di nuovi per noi. Faremo qualcosa che nel 2019 non si può immaginare. Dobbiamo accettare tutto questo per creare una buona società tecnologica. Non dobbiamo giudicare le abitudini legate alla tecnologia in base all’utilizzo che ne fanno i giovani, in fondo i giovani di tutte le epoche sono ossessivi. Ma cresceranno ed avranno una nuova consapevolezza, ed utilizzeranno gli strumenti nei migliori dei modi.
Ci sarà un crescente e costante monitoraggio della nostra vita è inevitabile. Nel 2049 sarà facile ed economico seguire la maggior parte delle nostre attività. Ci monitoreremo da soli, lo faranno i nostri amici, le società, i governi. È inevitabile. Potremo solo decidere come farlo.
Ma è quello che vogliamo veramente? E’ questa la lungimiranza di cui abbiamo bisogno? Oppure dobbiamo tenere conto di un etica morale da integrare con la tecnologia e quindi non affidarsi solo ed unicamente ad essa. Credo sia giunto il momento di pensare risposte a tanti interrogativi prima ancora che gli eventi li superino, non possiamo, ma soprattutto non dobbiamo, tralasciare quello che differenzia l’uomo dalle macchina, i sentimenti, l’anima, l’etica, se vogliamo essere ricordati come dei buoni antenati.

* Guido Cristofaro

* Amministratore Unico i-Talicom s.r.l.

(I-TALICOM)