All’ospedale di Galatina (Le) arriva “Pepper” il primo social robot sanitario al mondo

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LECCE – Un robot ad uso degli ospedali in grado di monitorare a distanza i pazienti ricoverati. Si chiama “Pepper” ed è stato consegnato all’ospedale Santa Caterina Novella di Galatina in provincia di Lecce, nel corso di una cerimonia che si è svolta a fine maggio nell’aula conferenze dello stesso ospedale, in presenza del sindaco di Galatina, Marcello Amante, del direttore generale dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo, del direttore medico dell’ospedale Giuseppe De Maria, del responsabile dell’unità operativa di malattie infettive Paolo Tundo, del presidente del comitato #unitisivince Vincenzo Specchia e dei consiglieri Carmine Notaro e Giuseppe Viva. L’acquisto, di questa apparecchiatura d’avanguardia, è stato possibile grazie alla campagna di raccolta fondi del comitato #unitisivince che ha visto coinvolti cittadini, imprenditori, e tanti volontari che hanno voluto fornire un aiuto per fronteggiare l’emergenza Covid-19 che ha coinvolto gran parte del pianta.
Il software del robot, nasce dal lavoro di due informatici siciliani, Daniele e Marco Lombardo, i quali sono fondatori di una start up innovativa a Catania, la Behaviour Labs, che da diversi anni è impegnata nello sviluppo dell’informatica applicata al settore sanitario con l’introduzione della piattaforma software RoboMate sul robot costruito e messo in commercio dalla giapponese SoftBank Robotics.
Pepper è il primo social robot al mondo in grado di leggere le emozioni e interagire con l’uomo, ma soprattutto è l’unico “operatore sanitario” a vantare la tanto discussa immunità da Covid-19. E’ alto circa 120 cm ed è dotato di: connettività Wi.fi, un tablet integrato sul petto, microfoni, altoparlanti e telecamere. La caratteristica essenziale ed innovativa è che può essere monitorato da un medico che si trova in un’altra stanza, attraverso un ipad con cui lo guida sino al letto del paziente, dove può effettuare il controllo, sia autonomamente sia attraverso lo stesso medico che può attuare procedure di telemedicina e fargli eseguire degli esercizi su aspetti specifici (ad esempio cognitivi e sulla memoria, ndr); può, inoltre, acquisire i dati parametrici e quelli legati agli esercizi in abito cognitivo – comportamentale, tracciando un profilo del paziente. Consente, pertanto, ai sanitari, il monitoraggio e la comunicazione a distanza con i malati ricoverati producendo dei notevoli vantaggi: riduce le esposizioni dei sanitari al rischio biologico, riduce il consumo (e quindi i costi per la sanità, ndr) di DPI (dispositivi di protezione individuale, ndr) e i relativi tempi di vestizione e svestizione, ottimizzando, così, il tempo da dedicare ai malati aumentandone la qualità. Inoltre, le sue sembianze umane permettono anche l’espressione di emozioni e sentimenti da parte dei pazienti che possono interagire ,sempre da remoto, con lo psicologo che non dovrà indossare la mascherina, che è un potenziale ostacolo per la comunicazione empatica, facilitando quindi anche il supporto psicologico. Consente, altresì, la possibilità, per i malati, di videochiamare i propri parenti riducendo il rischio del contagio.
Questa invenzione dimostra quanto, l’innovazione tecnologia applicata alla medicina, possa fornire un grande aiuto alla salute delle persone e alla sanità , soprattutto durante un ‘epidemia, come quella da Covid-19 , che ci ha visti coinvolti negli ultimi mesi e che ha segnato un radicale cambiamento nella società.

Alessandra Cristofaro

(I-TALICOM)