PORTICI (NA) – Da Mihao, il listening bar a pochi chilometri da Napoli, l’alta cucina asiatica e la cultura del vinile si fondono in un unico rito conviviale: piatti fusion, sushi e tiradito si accompagnano al calore di un disco in vinile, in un rituale in cui la creazione di un piatto ha la stessa cura e la stessa attenzione di quella di un brano affidato alla consolle rotary del locale. A rendere unica l’esperienza è la dimensione internazionale del locale, pensata nei minimi dettagli per esaltare l’ascolto: gli spazi di Mihao sono stati concepiti attorno all’impianto Hi-Fi, cuore pulsante della sala, capace di restituire ogni disco con la stessa purezza con cui è stato inciso. Il banco Champagne e sakè accoglie gli ospiti in un rituale quasi cerimoniale, mentre i lunghi tavoli conviviali invitano alla condivisione in un’atmosfera calda e avvolgente che richiama i jazz kissa più raffinati di Tokyo. Ogni dettaglio, dalle luci soffuse ai materiali naturali fino alla disposizione stessa degli ambienti, è stato studiato per garantire un ascolto supremo e un’esperienza autentica della cucina asiatica, accompagnata da sakè selezionati e da signature drink a base di botaniche coltivate nell’orto di Mihao, ispirati ai profumi e ai sapori dell’Asia e dell’Oriente.
È in questa cornice raffinata che prende forma la nuova stagione di Mihao, che dall’autunno porta in consolle, con un appuntamento esclusivo al mese, alcuni dei nomi più autorevoli della musica elettronica e del clubbing italiano degli ultimi vent’anni. Il palinsesto musicale si intreccia a un nuovo menù stagionale, pensato per accompagnare l’ascolto: un’esperienza gastronomica che sposa l’ascolto della migliore musica house, dove il crudo di pesce e le note di un dj set diventano parte dello stesso racconto sensoriale.
Il format prevede una data al mese, pensata come un evento esclusivo più che come una semplice serata, in cui la consolle rotary di Mihao viene affidata a un artista che ha lasciato un segno nella storia della club culture italiana e internazionale. Ad aprire il calendario, a settembre, sarà Cirillo. Nome d’arte di Carlo Andrea Raggi, riminese classe 1966, Cirillo è considerato uno dei padri della techno italiana: dj resident per quasi trent’anni dello storico Cocoricò di Riccione, dove ha conquistato l’appellativo di “Re Ora”, ha suonato al fianco di artisti come Carl Cox, Sven Väth e Danny Tenaglia ed è stato tra i fondatori, a Ibiza, della leggendaria festa Circoloco al DC10.
A ottobre sarà la volta di Federico Grazzini, il dj cresciuto nella scuola del clubbing italiano tra Riccione e Ibiza: con residenze al Cocoricò e set alla storica festa Circoloco al DC10, Federico Grazzini porta a Mihao un percorso tra house e techno che ha attraversato i club più rilevanti d’Europa. A rendere possibile ogni listening session è l’impianto Hi-Fi personalizzato di Mihao, progettato artigianalmente dall’ingegnere del suono Antonio Ruggiero: un sistema dotato di mixer valvolare rotary e pensato per valorizzare esclusivamente l’ascolto in vinile, senza compromessi. Non un semplice impianto audio, ma un vero e proprio gioiello di ingegneria del suono che restituisce calore, dinamica e profondità al vinile, elevando ogni serata a esperienza di ascolto consapevole.
La nuova stagione porta con sé anche un nuovo capitolo gastronomico. La carta di Mihao si arricchisce di una linea dedicata allo street food, reinterpretato secondo la cifra stilistica della cucina nikkei attraverso ingredienti ricercati, contaminazioni e contrasti di gusto. Tra le novità, il Mini Bun racchiude un hamburger di Wagyu, insalata iceberg e chips di patata croccante, legati da una maionese al grasso di Wagyu profumata al pepe Sansho; il Crab Roll propone invece granchio fritto, avocado e shiso in un involucro croccante, ricoperto da una maionese ai funghi shiitake, salsa teriyaki e caviale. Immancabile, una delle tipologie più antiche di ramen, il Shoyu ramen servito con fettine di maiale brasato (chashu), uovo marinato (ajitsuke tamago), cipollotto fresco tritato e alga Nori. Un piatto profondamente aromatico, tradizionalmente preparato combinando un brodo di pollo o dashi (pesce) con un condimento concentrato di soia, mirin e sake.
A chiudere l’esperienza, lo Shibuya Honey Toast: dessert tanto goloso quanto scenografico, ispirato al celebre street food dolciario giapponese, composto da shokupan laccato al burro, gelato alla vaniglia e tè matcha. Un percorso che restituisce, ancora una volta, il dialogo tra gusto e ascolto al centro dell’esperienza Mihao, capace di parlare tanto al pubblico della musica e del design quanto a quello della cultura gastronomica contemporanea.
Mihao conferma così la propria identità di listening bar a vocazione asiatica e amplia il proprio racconto verso un pubblico nazionale di appassionati di musica, design e cultura gastronomica, portando a Portici un calendario e una proposta food che dialogano alla pari con le realtà più accreditate della scena italiana.
ph. Aurora Scotto di Minico
