Le nuove prospettive del 5G per le architetture Telco

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Un numero crescente di operatori mobili si sta preparando a installare infrastrutture telco cloud per le funzioni della rete core 5G e infrastrutture di edge computing per ospitare applicazioni distribuite. In questo contesto, molti oggi sono alle prese con una decisione fondamentale: attenersi a un approccio tradizionale e distribuire verticalmente stack integrati da vendor diversi, per differenti casi d’uso, oppure essere più incisivi e implementare un’architettura “orizzontale” in grado di ospitare sia funzioni di rete 5G che workload applicativi.
Con l’evolvere della tecnologia, quest’ultima opzione riceve sempre più attenzione, in particolare da parte degli operatori telco che si stanno dimostrando più lungimiranti.

In effetti, c’è una buona ragione per sostenere che uno dei vantaggi principali delle architetture 5G dipenda dal fatto che le funzioni possono essere installate su un’infrastruttura flessibile, aperta e trasparente. Si tratta di un approccio che già diversi operatori greenfield hanno adottato, come Rakuten Mobile in Giappone, con l’obiettivo di rivoluzionare il mercato delle telco con una nuova struttura e un’organizzazione estremamente diversa.

L’utilizzo di una infrastruttura orizzontale implica, infatti, un disaccoppiamento completo tra hardware, infrastruttura di rete, e le diverse tipologie di workload che vengono eseguite su di essi. Questo tipo di architettura a strati già oggi rappresenta la norma per i webscaler, ma per essere adottata dalle telco richiede un cambio di mentalità: iniziare dal considerare il 5G come un’altra applicazione eseguibile su una piattaforma telco cloud, piuttosto che uno stack verticale a sé stante.

Grandi vantaggi per gli operatori

Da una prospettiva di business, un’architettura telco cloud orizzontale presenta numerosi vantaggi rispetto agli approcci più tradizionali. Innanzitutto, consente di integrare i sistemi telco e IT in un’infrastruttura comune e di poter così distribuire gli investimenti CapEx e OpEx tra i workload IT e telco, riducendo i costi.

In secondo luogo, fornisce la flessibilità necessaria ad implementare alcuni elementi del core 5G e le applicazioni che supporta, insieme alle funzioni all’edge della rete, avvicinandole agli utenti finali, rendendo così la rete più reattiva e migliorando l’esperienza dell’utente. Nei prossimi anni assisteremo a sviluppi significativi in questo ambito. Ad esempio, F5 a gennaio ha annunciato di aver acquisito Volterra, una tecnologia pensata per consentire la creazione di una piattaforma edge creata per aziende e service provider in un’ottica security-first, abilitata per il multi-cloud e app-driven, con capacità di scalabilità illimitate. F5 ha battezzato questo approccio come Edge 2.0.

Ultimo punto, ma non meno importante, le società di telecomunicazioni che scelgono un’architettura orizzontale sono meno dipendenti da un singolo vendor nella scelta delle funzioni 5G. Per sua natura, l’architettura orizzontale è più “aperta” e rende quindi più facile abbinare le soluzioni di diversi fornitori nel proprio core 5G. Inoltre, le telco hanno piena visibilità sui flussi di traffico tra le funzioni 5G, visibilità fornita dalla piattaforma sottostante. Infine, l’architettura consente di sfruttare una piattaforma comune per ospitare workload IT e telco e tutto questo permette di ridurre al minimo il numero delle componenti hardware e di piattaforma diverse necessarie nell’intera rete. Le società di telecomunicazioni possono così mantenere la propria indipendenza mantenendo aperta la possibilità di collaborare con i principali provider cloud, come AWS, Microsoft Azure e Google Cloud. Ciò significa che possono riservarsi la possibilità di scegliere se distribuire carichi di lavoro sulla propria infrastruttura orizzontale oppure sulla infrastruttura offerta dai Cloud Provider.

 

A differenza dei suoi predecessori, lo standard 5G è stato sviluppato proprio in modo da incoraggiare gli operatori a utilizzare un’architettura orizzontale. La nuova generazione di tecnologia cellulare è stata disegnata in una modalità molto simile ad una applicazione moderna. È anche importante notare come le applicazioni moderne siano composte da micro-servizi che eseguono funzioni specifiche e scambiano informazioni utilizzando il protocollo HTTP e lo standard OpenAPI. L’architettura basata sui servizi 5G si basa sugli stessi identici principi, sfruttando le API basate su HTTP per l’interconnessione delle diverse funzioni 5G.

La sfida delle competenze interne

Naturalmente, alcuni operatori saranno meglio attrezzati di altri per passare a uno stack di telecomunicazioni orizzontale, ma le conversazioni con gli operatori 5G permettono di assumere che vi sia un crescente desiderio di procedere in questa direzione, anche se probabilmente queste progrediranno con velocità diverse.

Un aspetto critico per lo sviluppo futuro delle reti sono le competenze interne che possiedono molti fornitori di servizi e che potrebbe rallentare lo sviluppo di architetture basate su uno stack telco orizzontale. Una nuova architettura di questo tipo richiede, infatti, un importante cambiamento organizzativo e tecnologico, poiché i team verticali devono essere riorganizzati in team orizzontali.

Di conseguenza, è ragionevole assumere che alcuni operatori inizieranno una prima fase seguendo un approccio ibrido, spostando gradualmente le funzioni di vendor specifiche da uno stack verticale a uno orizzontale. È probabile che le prime installazioni si concentreranno sulle applicazioni IT e vedranno i team telco focalizzati nell’esecuzione di uno stack specifico per i propri casi d’uso, almeno nel breve termine.

Per alcuni casi d’uso, le applicazioni e le funzioni di rete dovranno sin da subito essere distribuite più vicino agli utenti finali per soddisfare i requisiti di maggiore larghezza di banda e minore latenza. Saranno questi i casi d’uso per i quali crescerà l’interesse per le iniziative di edge computing e che richiederanno alle società di telecomunicazioni di distribuire, proteggere e gestire sia le applicazioni cloud-native sia le funzioni di rete 5G su un numero considerevole di cluster Kubernetes (e quindi stack orizzontali) distribuiti. Questo è esattamente il punto rispetto al quale F5 e Volterra vogliono poter fare la differenza, aiutando i team di rete e delle applicazioni a distribuire e gestire senza problemi i propri workload cloud-native.

Chiaramente, c’è ancora da fare in termini di sviluppo e innovazione, ma la direzione generale di questo viaggio è chiara: man mano che le architetture 5G Standalone le architetture di edge computing saranno distribuite, le telco di tutto il mondo inizieranno a realizzare i numerosi vantaggi derivanti dall’implementazione di un’architettura aperta, trasparente e flessibile che offre piena visibilità e controllo delle loro reti e che è in grado, allo stesso tempo, di ospitare applicazioni vicine all’utente finale.

Raffaele D’Albenzio*

*Manager, Solutions Engineers Global SP Accounts, EMEA di F5 

(I-TALICOM)