L’importanza della tecnologia logistica per stare al passo con le nuove varianti del virus da Covid-19

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Dopo un anno di lockdown, finalmente uno spiraglio. Sono oltre 900 milioni i vaccini COVID-19 somministrati in tutto il mondo e la distribuzione globale continua ad accelerare. Non possiamo che considerarlo un trend positivo dato che nei Paesi in cui la diffusione del vaccino è stata maggiore, sono stati registrati segni positivi riguardo l’efficacia. Uno studio, ad esempio, ha rilevato che la distribuzione del vaccino Pfizer BioNTech in Israele ha contribuito a ridurre i casi del 94%.

 

Ad ogni modo la pandemia è tutt’altro che finita. Negli ultimi sei mesi sono emerse molte nuove varianti in diverse parti del mondo, alcune delle quali sembrano essere più trasmissibili o più resistenti alle prime formulazioni dei vaccini. Nonostante severe restrizioni su viaggi e regole ferree di quarantena, la variante B.1.1.7 del COVID-19, individuata per la prima volta alla fine del 2020, nel Regno Unito ad aprile, è diventata il ceppo dominante negli Stati Uniti, come confermato dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

 

La comunità scientifica è d’accordo sul fatto che più permettiamo al COVID-19 di diffondersi, più alta è la probabilità che compaiano nuovi e pericolosi ceppi. Accelerare la distribuzione globale del vaccino con la massima efficienza possibile è, ad oggi, più essenziale che mai.

 

Le maggiori difficoltà del comparto logistico quali le lacune nelle catene di distribuzione, la variabilità del rendimento effettivo dei vaccini o la mancanza di trasparenza da parte di organismi sanitari e amministrativi, hanno contribuito a ritardare o addirittura interrotto la distribuzione dei vaccini, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nei Paesi europei avanzati. Conseguentemente, la logistica avanzata e la tecnologia di tracciamento sono diventate fondamentali per superare questo tipo di difficoltà.

 

Se digitalizzassimo ogni fase del processo di distribuzione e di somministrazione del vaccino, diventerebbe più facile creare dei punti di contatto – cruciali – all’interno delle catene di distribuzione. Questo, a sua volta, aiuterebbe a migliorare il coordinamento tra tutte le figure coinvolte, molte delle quali potrebbero non aver mai lavorato insieme fino a quel momento. Attraverso le tecnologie digitali è possibile eliminare i buchi neri dei dati, così da aumentarne l’efficienza, la velocità e la sicurezza. Tracciamento in tempo reale, computer mobile intelligenti e tablet, scanner di codici a barre estremamente precisi, sensori di rilevamento della temperatura, analytics di ultima generazione. Se adeguatamente integrati, questi strumenti possono aiutare ogni azienda e ogni figura coinvolta nella distribuzione e somministrazione dei vaccini contro il COVID-19 a eseguire con sicurezza e precisione le operazioni essenziali.

 

La trasparenza nella supply chain è cruciale

 

Ogni fase del processo di distribuzione del vaccino e ogni passaggio che avviene tra fornitori, distributori, addetti ai servizi logistici e operatori presso l’Hub di somministrazione – aumenta il rischio di ritardi nella distribuzione o di danneggiare o perdere dosi di vaccino. Con apposite tecnologie basate sull’Internet of Things (IoT), che permette di mantenere il controllo sull’intera catena distributiva, risolvere questi problemi sarebbe molto più facile.

 

Per esempio, l’utilizzo di dispositivi di tracciamento wireless come tag RFID o registratori di dati elettronici sui pallet e sugli imballaggi utilizzati per spedire i vaccini, può consentire la raccolta di informazioni utili per la localizzazione e la registrazione della temperatura, che possono essere poi condivise tra i responsabili della pianificazione logistica e della reportistica. A seconda del tipo di tecnologia utilizzata, i dati possono essere aggregati e distribuiti tramite grafici di facile comprensione disponibili su cloud. In altri casi, i dati potrebbero essere disponibili per il download su app mobili tramite dispositivi abilitati Bluetooth™ all’arrivo a destinazione. Ad ogni modo, la tecnologia di localizzazione è fondamentale per ottenere:

 

  • Conferma rapida dello stato della spedizione a ogni punto di consegna.
  • Miglior coordinamento delle operazioni tra fornitori di servizi logistici e sanitari.
  • Migliore identificazione e risoluzione delle cause di rallentamento che incidono sulla distribuzione e somministrazione del vaccino.
  • Fiducia nelle prestazioni della cold chain.

 

Da non dimenticare, la tracciabilità logistica e il monitoraggio della temperatura dei vaccini non si interrompono una volta che i vaccini arrivano alle loro destinazioni finali.

 

Combinare tecnologia e dati per migliorare i punti di somministrazione del vaccino

 

Tutti conosciamo il concetto di “ultimo miglio” nella logistica. Ma quando si tratta di raggiungere livelli di somministrazione efficienti del vaccino, è fondamentale riconoscere che questo debba estendersi oltre quella soglia, anzi, continua fino all’hub vaccinale che potrebbe trovarsi all’interno di un negozio di generi alimentari o, addirittura, nel veicolo del paziente in un parcheggio. Pertanto, gli operatori sanitari e tutti coloro che ospitano punti di vaccinazione, devono avere la stessa accessibilità alle operazioni di distribuzione di chi gestisce la supply chain. Inoltre, hanno bisogno di dispositivi tecnologici che consentano loro di raccogliere, archiviare e condividere in modo sicuro le cartelle cliniche relative alla vaccinazione dei pazienti, i dati sulle somministrazioni giornaliere, i potenziali effetti collaterali delle varie tipologie di vaccino, i livelli di fornitura variabili (incluso l’uso/scarto delle scorte) e la temperatura di conservazione una volta che i vaccini sono stati consegnati.

 

La sfida è complessa, soprattutto quando i centri vaccinali possono variare dai più grandi ospedali e stadi di calcio, a farmacie, scuole o luoghi di culto. Non tutti questi siti hanno tradizionalmente le risorse tecnologiche necessarie per la raccolta di dati in tempo reale e non tutti sono collegati digitalmente ai database del governo e delle strutture di salute pubblica (almeno non finora).

 

Come collegarle in modo da creare un sistema di base di dati di alta qualità che sia accessibile da strutture amministrative così differenti?

 

In un mondo perfetto, ogni sito dovrebbe essere dotato di computer mobile, tablet e stampanti wireless appositamente pensati per uso sanitario o aziendale. I dispositivi portatili abilitati all’identificazione con radiofrequenza (RFID) possono acquisire rapidamente i dati relativi alle scorte di vaccini e altre forniture mediche correttamente etichettate (ad esempio aghi o mezzi di protezione individuale). Lettori di codici a barre possono aiutare il personale a recuperare i dati del paziente, confermarne l’identità, sincronizzare lo storico e persino leggere i dati sulla somministrazione della pima dose per poter procedere con le dovute precauzioni, alla seconda. Il tempo risparmiato a compilare manualmente i documenti può essere impiegato dal personale ad altre attività che consentono di velocizzare i ritmi delle vaccinazioni. Inoltre, l’automatizzazione della raccolta dei dati riduce il rischio di errori nell’inserimento dei dati riducendo di conseguenza il rischio di trattamenti errati.

 

Certamente l’acquisizione e distribuzione digitale delle informazioni processate dai data logger elettronici situati nei refrigeratori rende più facile anche per il personale della struttura monitorare e verificare il mantenimento della corretta temperatura senza doverla controllare manualmente. Se si verificasse un’escursione termica, il personale sarebbe in grado di capirne rapidamente la causa e attivarsi per evitare ulteriori perdite di scorte. Se poi ci si trovasse nella condizione di dover smaltire lotti di dosi, i pazienti verrebbero informati prima dell’appuntamento, che di conseguenza, verrebbe riprogrammato.

 

Le soluzioni di analisi prescrittiva basate sull’intelligenza artificiale (AI) possono essere distribuite anche con applicazioni di gestione della forza lavoro, per stimare rapidamente le domande per la prima dose, pianificare gli appuntamenti per la seconda somministrazione e aiutare a definire sia le forniture mediche che gli operatori necessari, in base alla disponibilità dei vaccini e al numero di appuntamenti.

 

 

Il rilascio del vaccino contro il COVID-19 è la più grande sfida logistica della nostra generazione, ma esistono soluzioni digitali che ci aiuteranno ad avere successo. Se adeguatamente combinate, le tecnologie di tracciamento in tempo reale, i mobile computer enterprise e i software di analisi prescrittiva basati su cloud possono ottimizzare la distribuzione e la gestione dei vaccini in modo da rendere possibile a livello globale un’efficace campagna che porrà un freno a questa pandemia.

 

Daniel Dombach*

*Director, EMEA Industry Solutions, Zebra Technologies

(I-TALICOM)