ROMA – Il rischio non è soltanto quello di una crescita lenta. Secondo il nuovo report Prometeia per Legacoop, l’Italia potrebbe entrare in una fase di vulnerabilità economica sempre più profonda, con il debito pubblico destinato a crescere oltre le attese e a superare persino quello della Grecia nel 2026.
L’analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 evidenzia infatti un peggioramento significativo delle prospettive dei conti italiani. Se nel Piano strutturale di bilancio del 2024 il rapporto debito/PIL era previsto in aumento di circa 3 punti entro il 2026, oggi la stima sale a 4,7 punti. E la successiva riduzione prevista fino al 2028 si riduce quasi della metà.
Per Prometeia il problema è soprattutto la fragilità del quadro economico: basta una crescita inferiore dello 0,3% rispetto alle stime governative o il mancato arrivo delle privatizzazioni annunciate per compromettere ulteriormente la dinamica del debito.
“L’Italia non può permettersi immobilismi”, avverte il presidente di Legacoop Simone Gamberini. “Famiglie e imprese stanno già affrontando una pressione economica fortissima tra inflazione, caro energia e rallentamento dei consumi. Senza misure strutturali il rischio è una stagnazione prolungata”.
Secondo Gamberini, la sola prudenza di bilancio non basta più. “Occorre una strategia economica più coraggiosa, capace di accelerare gli investimenti industriali ed energetici, sostenere il lavoro e rilanciare il potere d’acquisto delle famiglie”.
Il report mette inoltre in guardia dagli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali. Un eventuale aumento del prezzo del petrolio e un’inflazione al 3,3% nel 2026 potrebbero avere conseguenze dirette sulla crescita e sul costo del debito, con possibili nuove pressioni sullo spread.
Per Legacoop, il rischio concreto è che il peso crescente del debito finisca per comprimere ulteriormente investimenti pubblici, sviluppo e capacità di sostegno all’economia reale.
