«Io Robotto», un viaggio tra passato e futuro con 115 automi che hanno fatto la storia della robotica da intrattenimento

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MILANO – Fino al 29 gennaio 2020 è possibile visitare la mostra “Io, Robotto – Automi da compagnia” allestita in Fabbrica del Vapore dal 1 ottobre 2019, guidati dalla voce di un’Intelligenza Artificiale. Nella sala Ex-Cisterne è possibile intraprendere un viaggio, tra memoria e futuro, ammirando la bellezza di alcuni tra i robot da compagnia più famosi, strani e curiosi della storia.

Una collezione di 115 opere suddivisi in 17 aree tematiche racconta infatti l’evoluzione della robotica di intrattenimento. Quelli esposti, e raccolti in ogni parte del mondo, sono tutti robot veri e funzionanti, ad eccezione dei modelli di Goldrake, Mazinga Z e il Grande Mazinga, che hanno fatto parte del nostro vissuto quotidiano e ora solleticano i nostri ricordi, come Emiglio, oggetto del desiderio per i ragazzi cresciuti negli anni Novanta.

‘Oggetti’ che emozionano, divertono e fanno pensare a come vivremo: tra giocattoli che hanno anticipato il futuro, permettendo alla robotica di entrare nelle case e creare un rapporto empatico con l’uomo, e reali meraviglie della tecnologia. Dagli androidi agli animatroni, passando per il mondo dei dinosauri, quello degli anime giapponesi e degli automi musicali. Sino alla frontiera delle Intelligenze Artificiali.

«Il robot, che imita fattezze e gestualità umane, intrattiene e diverte, canta, balla e comunica, celebra non solo la tecnologia, quanto la centralità dell’uomo e la potenza delle idee. Evocativa e ispiratrice per grandi e bambini, la mostra spazia in maniera trasversale sulle infinite discipline coinvolte per offrire un’esperienza dalle tante chiavi di lettura» spiega il curatore Massimo Triulzi.

“Io, Robotto” non è una mostra per soli appassionati, ma si rivolge a un pubblico di tutte le età. A dar voce ai più piccoli sul libro-firma della mostra ci sono, tra gli altri, Luca, un bambino a cui, “è piaciuta la stanza dei cani” (Aibo di Sony) e Elena, 6 anni, che semplicemente scrive “Non me la dimenticherò mai”.

Alla più romantica, datata 28 novembre, di Emilio: “La bellezza di tornare bambino di fronte al mio buon vecchio Emiglio, la curiosità che assale nel scoprire robot di mondi di cui non ho mai sentito parlare e infine l’immensa volontà, riaccesa in me, di un giorno permettere a uno dei miei ‘bambini’ di entrare a pieno titolo in un pantheon come questo, tutto questo me lo avete permesso in un’ora a questa mostra che mi ha tolto il fiato dall’emozione”.

Ad accompagnare il visitatore durante il percorso espositivo, luci e suoni, oltre che dalla voce di Alexa, l’Intelligenza Artificiale di Amazon. “Io, Robotto” è infatti la prima mostra al mondo guidata da un’AI programmata per conoscere ogni contenuto dell’esposizione. Tutti coloro che vogliono avere informazioni sulle opere in mostra possono utilizzare l’espressione “Alexa, chiedi alla guida…” o “Alexa, spiega questa stanza” per ascoltare una descrizione dell’ambiente in cui si trovano.

L’esposizione arrivata nel capoluogo lombardo grazie al curatore Massimo Triulzi, giornalista, esperto di tecnologia e appassionato di robotica, è coprodotta dal Comune di Milano.

“Io, Robotto” è dedicata al fotografo Valentino Candiani, già direttore artistico della mostra e prematuramente scomparso. Le abilità fotografiche e l’eccezionale visione di Valentino Candiani hanno contribuito alla costruzione di una forte componente emozionale dell’esposizione, regalando letteralmente un’anima ai robot.

(I-TALICOM)